Cassazione Penale, Sentenza n. 47199/2022 del 14/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Viterbo dell'11/06/2022 che aveva disposto la non convalida dell'arresto in flagranza operato il 10/06/2022 nei confronti di Augusto Vestri per furto di un telefono cellulare e per evasione dagli arresti domiciliari. Il Tribunale aveva ritenuto assente la flagranza sia rispetto all'evasione (perché l'indagato veniva rintracciato presso il domicilio dove risultava ristretto) sia rispetto al furto (poiché il ritrovamento della refurtiva era avvenuto in conseguenza della denuncia del soggetto offeso e non per scoperta diretta della P.G.). Il Procuratore ha impugnato sostenendo l'erronea applicazione dell'art. 382 c.p.p., rilevando la sussistenza della c.d. "quasi flagranza": l'indagato è stato sorpreso con cose o tracce (il cellulare appena rubato) dalle quali risultava che aveva commesso il reato immediatamente prima; inoltre l'orario del furto era incompatibile con la presenza domiciliare, di modo che sussistevano anche gli elementi per ritenere l'evasione.
La decisione
Il giudice ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato che l'arresto era legittimamente eseguito. La Corte ha affermato che il possesso immediato della refurtiva configura la c.d. "quasi flagranza" prevista dall'art. 382 c.p.p., senza che sia necessario che la P.G. abbia avuto diretta percezione immediata del fatto o che la scoperta non derivi dalla denuncia della persona offesa. Analogamente, il ritrovamento dell'indagato con elementi incompatibili con la detenzione domiciliare consente di ritenere sussistente la flagranza anche per il delitto di evasione. L'annullamento è stato disposto senza rinvio perché la fase è ormai perimata e la pronuncia ha valore di verifica della correttezza dell'operato degli agenti di polizia giudiziaria.
Norme richiamate
art. 382 cod. proc. pen.
L'art. 382 c.p.p. è stato interpretato includendo la c.d. "quasi flagranza", ossia la situazione in cui l'indagato viene sorpreso con cose o tracce che dimostrano con alta probabilità la commissione immediata del reato. Non è richiesta la percezione diretta della P.G. del momento del reato né che la scoperta avvenga indipendentemente da denunce di terzi; rilevano gli elementi concreti che consentono di ritenere la responsabilità nell'immediatezza temporale.
Massime di principio
- Il possesso immediato della refurtiva da parte di un soggetto può integrare la "quasi flagranza" ai fini di un arresto in flagranza, anche se la polizia è stata indirizzata verso il sospetto dalla denuncia della vittima.
- Non è necessario che la P.G. abbia assistito alla commissione del reato o percepito direttamente il fatto per configurare la flagranza se sono presenti cose o tracce idonee a dimostrare l'immediatezza del reato.
- La scoperta di elementi (es. oggetti, orari incompatibili) che rendono plausibile l'allontanamento dalla misura cautelare consente analogamente di ritenere la flagranza del reato di evasione.
- La verifica giudiziaria della legittimità di un arresto operato in una fase ormai perimata può portare all'annullamento dell'ordinanza di non convalida senza rinvio quando la decisione ha carattere meramente di controllo dell'operato della P.G.
- In casi simili occorre valutare concretamente la probabilità, alla luce degli elementi a disposizione della P.G., che il soggetto abbia commesso il reato nell'immediatezza: la provenienza dell'informazione (denuncia della vittima o attività investigativa) non esclude di per sé la legittimità dell'arresto in flagranza.
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