Cassazione Penale, Sentenza n. 34178/2024 del 10/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Due ricorsi distinti: il Procuratore della Repubblica contestava l'erronea qualificazione della morte di Roberto Di Falco (capo 1) ritenuta dal giudice del riesame non come "aberratio ictus" ma come evento con interruzione del nesso causale) sostenendo che la deviazione del braccio della pistola da parte della vittima designata fosse prevedibile e non idonea a escludere l'aberratio. Angelo Di Falco impugnava la ricostruzione dei fatti (contestando l'uso e la titolarità dell'arma, la lettura delle immagini, l'attendibilità delle dichiarazioni a suo carico), la configurabilità dei reati contestati (tentato omicidio e porto illegale di arma) e la sussistenza/adeguatezza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione e rischio di inquinamento probatorio).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso di Angelo Di Falco (ritenuto infondato) confermando la valutazione indiziaria e la decisione del riesame sulle parti relative al tentato omicidio di Nicolò Zambuto e al porto illegale di arma, nonché la sussistenza delle esigenze cautelari e l'adozione della custodia carceraria. Ha invece accolto parzialmente il ricorso del Procuratore della Repubblica: ha annullato con rinvio la parte dell'ordinanza relativa al capo 1) (qualificazione dell'evento mortale e responsabilità per l'omicidio consumato) per consentire al giudice di merito di riesaminare la qualificazione tra aberratio ictus e difetto di causalità, approfondendo dinamica, volontà dell'esecutore materiale e natura dell'interferenza della vittima. Ha condannato l'indagato al pagamento delle spese processuali; la cancelleria eseguirà gli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 82 cod. pen.
Disciplina l'"aberratio ictus": quando per errore esecutivo l'offesa colpisce persona diversa dalla vittima designata, l'errore non incide sul dolo originario e la punibilità resta; va verificata la persistenza della causalità efficiente della condotta originaria.
art. 41, comma finale, cod. pen.
Regola il difetto di causalità quando un fattore sopravvenuto, eccezionale e autonomo, rende non prevedibile l'evento, interrompendo il nesso causale; distingue i casi in cui l'interferenza esclude l'aberratio.
art. 116, comma finale, cod. pen.
Consente di attribuire responsabilità per il reato diverso concretamente verificatosi nell'ambito di una partecipazione comune (concorso anomalo); la divergenza dell'effetto non esclude a priori la responsabilità dei correi.
art. 110 cod. pen.
Principio del concorso di persone nel reato: più soggetti rispondono se hanno contribuito scientemente all'azione criminosa, anche se il contributo individuale specifico è indeterminato.
art. 274, comma 1, lett. c) e lett. a), cod. proc. pen.
Criteri per le misure cautelari: il pericolo di reiterazione deve essere concreto e attuale; il pericolo di inquinamento probatorio può giustificare misure restrittive per salvaguardare fonti dichiarative e la genuinità della prova.
art. 273, comma 1, cod. proc. pen.
Standard di gravità indiziaria richiesto in sede cautelare: la decisione di merito deve individuare e motivare gli indizi gravi circa la responsabilità.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente soccombente in Cassazione; applicata nei confronti dell'indagato ricorrente.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Regola la forma di riepilogo dei motivi di ricorso; citata in relazione alla articolazione del ricorso difensivo.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Provvedimenti di esecuzione degli obblighi derivanti dall'accoglimento/parziale accoglimento dei ricorsi; la cancelleria è tenuta agli adempimenti prescritti.
Massime di principio
- La reazione difensiva della vittima (es. deviazione del braccio che impugna l'arma) è un evento prevedibile e non esclude automaticamente l'aberratio ictus: occorre valutare se tale reazione abbia effettivamente soppiantato la condotta causativa terminale o se la condotta d'offesa sia rimasta causalmente efficiente.
- Per configurare l'aberratio ictus è necessario che l'offesa deviata mantenga un nesso causale efficiente con la condotta dell'esecutore; se invece interviene una serie causale autonoma, eccezionale e assorbente, va esclusa la responsabilità per la fattispecie originaria per difetto di causalità.
- Nelle azioni di gruppo in cui un'arma è strumentale all'azione criminosa, il porto e l'uso dell'arma possono essere addebitati a tutti i partecipanti quando l'arma risulti funzionale al delitto comune e la presenza/conoscenza dell'arma sia stata acquisita nel corso dell'azione.
- La Corte di cassazione non sostituisce il giudice di merito nella valutazione probatoria se la motivazione è logica e coerente; può invece annullare e rinviare per vizi di diritto o di motivazione su punti decisivi (es. errata qualificazione giuridica dell'evento).
- Per disporre la custodia cautelare per pericolo di reiterazione occorrono indici concreti e attuali (modalità della condotta, personalità degli indagati, allarme sociale); il rischio di inquinamento probatorio giustifica misure severe se sussiste il concreto pericolo di condizionamento dei testimoni o distruzione di prove.
- In casi analoghi il giudice di merito dovrà accertare con attenzione: chi ha materialmente sparato, la volontà iniziale dell'esecutore materiale (se voleva effettivamente colpire la vittima designata), la natura dell'intervento della vittima (deviazione limitata del braccio o direzione sostanzialmente imposta sulla mano dell'agente) e se il colpo sia partito accidentalmente o volontariamente.
- La qualificazione di concorso anomalo o di aberratio comporta analisi sia degli elementi psicologici (dolo originario, volontà condivisa) sia degli elementi causali: decisioni difformi su questi punti possono legittimare annullamento con rinvio per approfondimento probatorio.
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