Cassazione Penale, Sentenza n. 47554/2023 del 27/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma (26/04/2023) che aveva disposto l'annullamento parziale del sequestro preventivo relativo alla targa e alla carta di circolazione della Volkswagen Golf di proprietà della De Prosperis. Il Pubblico Ministero deduceva che targa e documenti costituiscono "corpo del reato" e che sono stati ottenuti illecitamente nell'ambito di una frode fiscale (omesso versamento dell'IVA da parte della società Motor Trade, che acquistava veicoli dall'estero emettendo fatture per operazioni soggettivamente inesistenti) e di reati di induzione al falso ideologico, per cui sosteneva la legittimità del sequestro preventivo e della confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile per genericità e per mancata specifica confutazione delle ragioni poste dal Tribunale del riesame. Sul merito la Corte ha comunque condiviso le conclusioni del Tribunale del riesame: pur ritenendo che targa e carta di circolazione siano il "prodotto del reato" (ottenute mediante induzione in errore), essendo i beni di proprietà di un terzo estraneo al reato e dimostrata la sua buona fede, trova applicazione il regime della confisca facoltativa (art. 240, commi 1 e 3, c.p.) e non quello della confisca obbligatoria per beni intrinsecamente pericolosi (art. 240, comma 2 e 4, c.p.). Pertanto l'ordinanza di annullamento parziale del sequestro è stata confermata e il ricorso del Pubblico Ministero è respinto.
Norme richiamate
art. 321, comma 2 cod. proc. pen.
Riferimento alla possibilità di sequestro preventivo funzionale alla confisca; il provvedimento originario era adottato ai sensi di tale norma.
artt. 110, 48 e 476 cod. pen.
Delitti contestati agli amministratori della società importatrice (concorso e falsità ideologica) che hanno determinato l'emissione del decreto di sequestro.
art. 240 cod. pen. (comma 1, comma 2, comma 3, comma 4)
comma 4: "possono essere consentite mediante autorizzazione amministrativa"
La Corte distingue tra confisca obbligatoria per beni intrinsecamente pericolosi (comma 2, con possibile deroga comma 4 se l'uso può essere autorizzato amministrativamente) e confisca facoltativa (comma 1) con tutela del terzo in buona fede (comma 3). Nel caso concreto, pur essendo i documenti prodotto del reato, il terzo in buona fede consegue protezione ex comma 3 e si applica il regime facoltativo.
art. 1, commi 9 e 10, d.l. 262/2006 (conv. L. 286/2006)
"Ai fini dell'immatricolazione ... la relativa richiesta è corredata di copia del modello F24 ... il comma 10 precisa che 'l'immatricolazione è subordinata alla presentazione della certificazione doganale attestante l'assolvimento dell'IVA[...]'"
La normativa tributaria richiede prova dell'avvenuto versamento dell'IVA per l'immatricolazione di veicoli acquistati intracomunitariamente; tale obbligo distingue l'acquisto fatto da un privato rispetto a quello fatto da un soggetto passivo IVA e spiega la rilevanza dell'omesso versamento nel caso.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti nella enunciazione del motivo di ricorso (esposizione nei limiti necessari) richiamati dalla Procura nella formulazione del ricorso in Cassazione.
Circolare Agenzia delle Entrate n. 52/E del 30/07/2008
Chiarisce che l'immatricolazione di autoveicoli acquistati sul mercato comunitario è subordinata alla verifica dell'avvenuto versamento dell'IVA e all'allegazione del modello F24, salvo il caso del soggetto passivo IVA non rivenditore abituale.
art. 23, comma 8, d.l. 127/2020
Norma invocata in relazione alla modalità di deposito di requisitoria e conclusioni scritte; non decisiva sul merito ma richiamata procedimentalmente.
Massime di principio
- Se un bene (es. targa, carta di circolazione) è il "prodotto del reato" perché ottenuto mediante false dichiarazioni, ciò non esclude automaticamente la protezione del terzo acquirente in buona fede: per il terzo si applica il regime della confisca facoltativa ex art. 240, commi 1 e 3, c.p., quando non abbia tratto vantaggio e non abbia concorso nel reato.
- La confisca obbligatoria prevista per beni intrinsecamente pericolosi (art. 240, comma 2) si applica solo se l'uso/porto/detenzione del bene non può essere autorizzato amministrativamente; se è ammessa una regolarizzazione amministrativa (es. pagamento dell'IVA e rettifica documentale) il vincolo reale può essere escluso (comma 4).
- La possibilità di sanare la situazione mediante strumenti amministrativi (es. pagamento dell'IVA con modello F24 e ottenimento delle certificazioni richieste) è rilevante per escludere la sussistenza di una confisca obbligatoria e per valutare la tutela del terzo in buona fede.
- Nel caso di sequestro preventivo finalizzato alla confisca in presenza di terzi in buona fede l'autorità giudiziaria deve verificare se il terzo ha tratto vantaggio o concorso nel reato; in assenza di questi elementi il sequestro/confisca a suo carico è precluso.
- In sede di ricorso per cassazione è indispensabile che il motivo confronti specificamente la motivazione del provvedimento impugnato: la mancanza di correlazione tra le ragioni del giudice di merito e quelle del ricorrente rende il ricorso inammissibile.
- Distinguere correttamente tra "prodotto", "profitto" e "prezzo" del reato è essenziale per qualificare il bene e decidere se sia esperibile la confisca obbligatoria o facoltativa.
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