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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1094/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro (giudice del riesame cautelare) che aveva sostituito la misura dell'obbligo di dimora con divieto di allontanamento notturno, applicata per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, con la misura meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il ricorrente deduce due motivi: 1) vizio di motivazione sul giudizio di gravità indiziaria, fondato soltanto sul quantitativo di stupefacente rinvenuto e sul possesso di un bilancino di precisione, erroneamente indicato come strumento da confezionamento; 2) vizio di motivazione sulle esigenze cautelari e mancanza di adeguata valutazione circa la prognosi sulla non concedibilità del beneficio della sospensione condizionale della pena, con riferimento alla irrilevanza della sola considerazione sulla possibilità di riti alternativi.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo (con valore assorbente sul secondo), osservando che il Tribunale del riesame aveva fondato il giudizio di gravità indiziaria su elementi ambigui e isolati (quantitativo di sostanza e bilancino) che potevano essere compatibili con uso personale e non erano stati adeguatamente collegati a indizi di spaccio (mancanza di strumenti di confezionamento documentati, elementi di contesto, ecc.). Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa è rinviata per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro, ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    Norma sostanziale che disciplina le pene per il reato di cui si discute (illecito in materia di sostanze stupefacenti); contestualizza la misura cautelare applicata in primo grado

  • cod. proc. pen., art. 273

    Definizione giurisprudenziale e processuale di "gravi indizi di colpevolezza": elementi di natura logica o rappresentativa che, pur non provando definitivamente, rendono altamente probabile la responsabilità e giustificano misure cautelari quando pertinenti, idonei e dotati di capacità dimostrativa elevata

  • cod. proc. pen., art. 309, comma 7

    Norma procedurale che disciplina la competenza e le conseguenze dell'annullamento dell'ordinanza di riesame, disponendo il rinvio per nuovo giudizio al tribunale competente

Massime di principio

  • Per ritenere "gravi indizi" atti a giustificare misure cautelari in materia di stupefacenti non è sufficiente il mero rinvenimento di una certa quantità di droga o di un bilancino: il giudice deve motivare il nesso con l'attività di spaccio mediante elementi di contesto (es. confezionamento effettivo, sacchetti già predisposti, somme di denaro ingenti, contatti o comunicazioni riconducibili a cessione, ripetizione di sequestri, modalità di conservazione non coerenti con uso personale).
  • Il giudice del riesame deve evitare valutazioni meramente assertive: la motivazione deve spiegare perché gli elementi acquisiti, considerati nel loro complesso, esprimono una elevata probabilità che la sostanza fosse destinata allo spaccio e non all'uso personale.
  • La presenza di bilancini o di modiche quantità, da soli, è compatibile con uso personale e richiede ulteriori indici per fondare misure più afflittive; in mancanza, misure meno gravose o la revoca devono essere considerate.
  • Quando si valutano le esigenze cautelari e la prognosi relativa a benefici futuri (es. sospensione condizionale della pena o riti alternativi), il giudice deve motivare in modo specifico la valutazione negativa, non limitandosi a osservazioni generiche sull'irrilevanza di possibili riti alternativi.
  • In caso di difetto o insufficienza della motivazione del riesame, la Corte di cassazione può annullare l'ordinanza e disporre il rinvio per nuovo esame al giudice competente affinché reintegri la motivazione alla luce delle coordinate giurisprudenziali sui "gravi indizi" e sulla proporzionalità delle misure.

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