Sentenza n. 2987/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal MAECI in ordine alla fissazione di un appuntamento per la formalizzazione dell’istanza di visto per motivi di studio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal MAECI sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per la formalizzazione dell'istanza di visto per motivi di studio
Esito
La controversia
Il ricorrente ha proposto un'azione avverso il silenzio dell'Amministrazione, deducendo l'illegittimità dell'inerzia del MAECI e della competente sede diplomatica italiana a Islamabad rispetto alla richiesta di fissazione di un appuntamento necessario per formalizzare l'istanza di visto d'ingresso in Italia per motivi di studio. Nelle more del giudizio, l'Amministrazione ha comunicato di avere convocato il ricorrente per la formalizzazione dell'istanza; il ricorrente ha preso atto della convocazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la convocazione del ricorrente da parte della sede diplomatica competente avesse soddisfatto la pretesa azionata nel giudizio. Le spese di lite sono state compensate, con salvezza del rimborso al ricorrente del contributo unificato eventualmente versato, in considerazione della ragionevolezza del termine entro il quale la Rappresentanza diplomatica di Islamabad ha dato riscontro positivo alla richiesta di appuntamento.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'amministrazione adotta una condotta sopravvenuta che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- La convocazione dell'interessato per formalizzare un'istanza di visto rende priva di oggetto l'azione proposta contro il silenzio relativo alla fissazione dell'appuntamento, se la convocazione soddisfa la specifica pretesa dedotta in giudizio.
- In caso di cessazione della materia del contendere determinata dalla soddisfazione sopravvenuta della pretesa, le spese possono essere compensate; il giudice può tuttavia disporre il rimborso del contributo unificato al ricorrente secondo la valutazione risultante dalla decisione.
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