Sentenza n. 830/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., alla sentenza del Tribunale ordinario di Brescia n. 1379/2024, passata in giudicato. La sentenza aveva accertato il diritto della docente all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione prevista dall'art. 1, comma 121, l. 107/2015 per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021 e aveva condannato il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni spesa. Nel corso del giudizio di ottemperanza il Ministero ha dichiarato che Sogei S.p.A., gestore del servizio Carta del docente, aveva accreditato nel borsellino elettronico della ricorrente l'importo riconosciuto in esecuzione della sentenza. La ricorrente non ha contestato tale dichiarazione, chiedendo soltanto il passaggio in decisione e la rifusione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la pretesa della ricorrente fosse stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa. La dichiarazione ministeriale è stata considerata sufficiente e concludente ai fini della prova dell'esecuzione, in ragione della sua provenienza da un'amministrazione statale, del carattere circostanziato delle informazioni e della mancata contestazione da parte della ricorrente. Il Collegio ha richiamato l'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che non residuava più alcuna controversia sulla quale pronunciarsi. Quanto alle spese, il TAR ha applicato il principio della soccombenza virtuale, ritenendo che il tardivo adempimento confermasse la fondatezza della pretesa originaria. Il Ministero è stato condannato a rimborsare i due terzi delle spese, liquidate in euro 400,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario; la restante parte è stata compensata. La misura delle spese è stata giustificata anche dal comportamento collaborativo sopravvenuto dell'Amministrazione e dalla serialità dei ricorsi analoghi patrocinati dallo stesso difensore, che aveva consentito automatismi e una progressiva riduzione dell'impegno professionale per ciascun giudizio.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Fondano il ricorso per l'ottemperanza alle decisioni passate in giudicato.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Prevede la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto del diritto riconosciuto dalla sentenza da eseguire.
art. 6 d.p.c.m. 28.11.2016
Disciplina i buoni spesa collegati alla Carta del docente, la cui generazione era stata ordinata dal giudice ordinario.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di non pronunciarsi ulteriormente sull'oggetto della controversia quando la pretesa sia stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio, con dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la dichiarazione circostanziata dell'amministrazione circa l'avvenuta esecuzione del comando giudiziale può essere ritenuta prova sufficiente dell'adempimento quando provenga dall'amministrazione competente e non sia specificamente contestata dalla parte interessata.
- Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione soddisfa integralmente la pretesa azionata, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., non residuando un oggetto attuale della controversia.
- L'adempimento tardivo dell'amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, giustifica la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
- Nella liquidazione delle spese di lite può assumere rilievo la serialità di controversie analoghe e la conseguente standardizzazione dell'attività difensiva, quale elemento idoneo a giustificare una riduzione proporzionale del compenso.
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