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Sentenza

Sentenza n. 1694/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del decreto prot. 22562 del 07.02.2025 del Dirigente dello SUI c/o la Prefettura di Caserta di revoca del nulla-osta per lavoro subordinato rilasciato in data 01.07.2022.

Giustizia amministrativa202502092

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del nulla-osta al lavoro subordinato e diniego del permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui la Prefettura di Caserta ha revocato il nulla-osta rilasciato per lavoro subordinato e ha negato il permesso di soggiorno per attesa occupazione. Ha dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo che la mancata presenza del datore di lavoro alla convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno non avrebbe dovuto impedire il rilascio del permesso per attesa occupazione ai sensi dell'art. 22, comma 11, del d.lgs. 286/1998. Ha inoltre sostenuto che la mancanza dell'asseverazione prevista dall'art. 44 del d.l. 73/2022 fosse imputabile esclusivamente al datore di lavoro e che, essendo entrato legittimamente in Italia munito di visto, avesse comunque titolo al soggiorno. Il ricorrente ha anche depositato una proposta di assunzione successiva, ricevuta nel settembre 2025.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittima la revoca del nulla-osta, poiché l'asseverazione richiesta dalla normativa costituisce requisito necessario per dimostrare la sostenibilità economica dell'assunzione da parte del datore di lavoro e risultava mancante ab origine. Ai sensi dell'art. 22 del d.lgs. 286/1998, l'amministrazione deve revocare il nulla-osta quando accerti la carenza dei requisiti o la presenza di elementi ostativi in capo al datore di lavoro. Il Collegio ha inoltre osservato che, in assenza della sottoscrizione del contratto di soggiorno e del contratto di lavoro, non si era mai instaurato alcun rapporto lavorativo effettivo; il datore di lavoro era inoltre divenuto irreperibile. Il permesso per attesa occupazione presuppone invece la precedente instaurazione di un valido rapporto di lavoro e la successiva perdita del posto, non potendo essere rilasciato a chi non sia mai stato legalmente assunto. La proposta di assunzione successiva non incide sulla legittimità del provvedimento impugnato. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 6, d.lgs. 286/1998

    Entro quindici giorni dalla data di ingresso del lavoratore straniero nel territorio nazionale, il datore di lavoro e il lavoratore straniero sottoscrivono il contratto di soggiorno di cui all'articolo 5 bis.

    La sottoscrizione del contratto di soggiorno deve avvenire tra il lavoratore e il datore di lavoro cui si riferisce il nulla-osta.

  • art. 22, comma 5-quater, d.lgs. 286/1998

    Il testo richiama il dovere dell'Amministrazione di procedere alla revoca del nulla osta in caso di sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi e della carenza dei requisiti in capo al datore di lavoro.

    La revoca è necessaria quando l'amministrazione accerti la carenza dei requisiti richiesti per l'assunzione, anche a seguito dei controlli previsti dalla legge.

  • art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998

    La perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario [...].

    Il permesso per attesa occupazione è collegato alla perdita di un posto di lavoro da parte di un lavoratore già legalmente assunto e non è applicabile quando il rapporto di lavoro non sia mai iniziato.

  • art. 24-bis, comma 2, d.lgs. 286/1998

    Il testo richiama la produzione dell'asseverazione prevista dalla disposizione.

    L'asseverazione concorre a dimostrare la sostenibilità economica dell'assunzione da parte del datore di lavoro.

  • art. 44 d.l. 73/2022

    Il testo richiama l'asseverazione prevista dalla disposizione.

    La mancanza dell'asseverazione necessaria impedisce di ritenere integrati i requisiti per la convocazione delle parti e legittima la revoca del nulla-osta.

Massime di principio

  • La mancanza ab origine dell'asseverazione richiesta per dimostrare la sostenibilità economica dell'assunzione costituisce carenza di un requisito necessario del datore di lavoro e legittima la revoca del nulla-osta al lavoro subordinato.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone che il lavoratore straniero sia stato previamente e validamente assunto e abbia successivamente perso il posto di lavoro; non può essere rilasciato quando il contratto di lavoro e il contratto di soggiorno non siano mai stati sottoscritti.
  • La mera titolarità di un nulla-osta e l'ingresso regolare nel territorio nazionale non attribuiscono, in assenza di un rapporto di lavoro effettivamente instaurato, il diritto al permesso di soggiorno per attesa occupazione.
  • La sottoscrizione del contratto di soggiorno deve avvenire con il datore di lavoro cui si riferisce il nulla-osta; la sua irreperibilità e la mancanza dei requisiti necessari impediscono la convocazione finalizzata al rilascio del titolo di soggiorno.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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