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Sentenza

Sentenza n. 897/2026 - Catania, Sezione 4

per l’annullamento del decreto della questura di Ragusa Div. P.A.S./ cat -OMISSIS- del 25 gennaio 2022, di non accoglimento della istanza del permesso di soggiorno.

Giustizia amministrativa202400719

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di accoglimento dell'istanza di permesso di soggiorno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del permesso di soggiorno deducendo: la mancata traduzione del provvedimento in una lingua a lui comprensibile; la violazione dell'art. 10-bis della l. 241/1990, per mancata effettiva comunicazione del preavviso di rigetto e conseguente lesione della partecipazione procedimentale e del diritto di difesa; l'irragionevolezza e il travisamento dei fatti, poiché l'Amministrazione avrebbe erroneamente escluso la sussistenza dei requisiti lavorativi, nonostante la stabile occupazione documentata in giudizio. L'Amministrazione ha sostenuto la legittimità della comunicazione del preavviso, ha contestato la rilevanza temporale della documentazione lavorativa prodotta e ha richiamato un precedente diniego di protezione internazionale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo assorbente e fondato il motivo relativo alla violazione dell'art. 10-bis della l. 241/1990. Il diniego affermava soltanto che il preavviso di rigetto era stato inviato mediante raccomandata e restituito al mittente, senza indicare le ragioni della restituzione; tale omissione non consentiva di verificare se la comunicazione fosse stata ritualmente effettuata. Il giudice ha escluso che potesse operare l'art. 21-octies della l. 241/1990, poiché il diniego richiamava genericamente un negativo riscontro dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, senza identificare chiaramente l'atto richiamato né consentire di comprendere l'iter logico seguito dall'Amministrazione. La motivazione per relationem è ammissibile solo quando l'atto richiamato sia chiaramente individuato. Il provvedimento è stato quindi annullato secondo quanto motivato, con effetto conformativo consistente nell'obbligo dell'Amministrazione di riesaminare l'istanza. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti. Le spese sono state compensate, anche in considerazione dell'obbligo di riesame e dell'assenza del ricorrente all'udienza.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La comunicazione dei motivi ostativi deve risultare effettivamente e ritualmente eseguita; quando il provvedimento indica soltanto che la raccomandata è stata restituita al mittente, senza precisarne le ragioni, non è possibile verificare l'adempimento dell'obbligo partecipativo.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La sanatoria del vizio procedimentale non opera quando non sia palese che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso; la genericità del rinvio all'atto istruttorio impedisce di compiere tale valutazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ricorrendone i presupposti, impone l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte ricorrente.

Massime di principio

  • La mera indicazione, nel provvedimento finale, che il preavviso di rigetto è stato spedito e restituito al mittente non dimostra l'effettivo e rituale adempimento dell'art. 10-bis l. 241/1990 se non sono indicate le ragioni della restituzione e non è possibile verificare le modalità della comunicazione.
  • L'art. 21-octies l. 241/1990 non consente di superare la violazione dell'art. 10-bis quando l'Amministrazione non dimostri che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso; tale dimostrazione non è possibile se il diniego si fonda su un richiamo generico a un atto istruttorio non chiaramente identificato.
  • La motivazione per relationem è legittima soltanto quando l'atto richiamato sia chiaramente individuato, così da consentire al destinatario e al giudice di ricostruire l'iter logico-giuridico seguito dall'Amministrazione; un rinvio generico a un negativo riscontro istruttorio è insufficiente.
  • L'annullamento del diniego per violazione delle garanzie partecipative comporta l'effetto conformativo dell'obbligo dell'Amministrazione di riesaminare l'istanza, senza predeterminare necessariamente l'esito sostanziale del nuovo procedimento.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potereVizi formali non invalidanti

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