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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37392/2024 del 10/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la violazione dell'art. 585 comma 1-bis cod. proc. pen. per omessa applicazione della maggiorazione di 15 giorni del termine per proporre l'appello a favore del difensore dell'imputato giudicato in assenza. Il difensore ha dedotto che, essendo l'imputato assente, al termine ordinario di 15 giorni previsto dall'art. 585 comma 1 (lett. a) dovevano aggiungersi ulteriori 15 giorni, rendendo tempestivo l'atto di impugnazione depositato il 10 luglio 2023.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo fondata la doglianza. Ha rilevato la violazione dell'art. 585 comma 1-bis (introdotto dalla riforma 'Cartabia'), ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato l'appello inammissibile per tardività e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Roma per il giudizio (alla stessa sezione), con conseguente rilevazione che l'impugnazione depositata il 10 luglio 2023 era tempestiva.

Norme richiamate

  • art. 585 comma 1-bis cod. proc. pen.

    "I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l'impugnazione del difensore dell'imputato giudicato in assenza"

    La norma prevede una maggiorazione automatica di 15 giorni del termine di impugnazione quando l'imputato è stato giudicato in assenza; applicata dalla Cassazione per estendere il termine ordinario e dichiarare tempestivo l'appello.

  • art. 585 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    Individua il termine ordinario (15 giorni) per proporre l'appello; tale termine va aumentato di ulteriori 15 giorni se ricorre la condizione prevista dal comma 1-bis.

  • art. 606 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma che delimita i motivi di ricorso per cassazione; il ricorrente ha invocato la violazione di legge per omessa applicazione della disciplina sui termini.

  • disp. att. art. 173 cod. proc. pen. (richiamata ex art. 173 disp. att.)

    Rinvio procedurale usato per la formulazione del motivo di ricorso; il ricorso è stato proposto con riferimento alle disposizioni attuative indicate.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di primo grado è stata pronunciata nei confronti di un imputato dichiarato assente, il termine ordinario per proporre l'appello va aumentato di 15 giorni ai sensi dell'art. 585 comma 1-bis; calcolare il termine partendo dalla data della pronuncia e aggiungere la maggiorazione se ricorrono le condizioni.
  • Se il difensore deposita l'impugnazione entro il termine maggiorato, l'appello non può essere dichiarato inammissibile per tardività; una dichiarazione di tardività in tali casi è suscettibile di cassazione per violazione di legge.
  • Verificare sempre l'intestazione della sentenza di primo grado e le annotazioni sull'assenza/presenza dell'imputato all'udienza: la qualifica di 'imputato giudicato in assenza' è la condizione che attiva la maggiorazione dei termini.
  • Conservare prova certa della data di deposito dell'impugnazione (ricevuta di deposito, apposizione timbro) perché rilevante in caso di contestazione di tempestività.
  • Se la Corte d'Appello errando dichiara l'appello inammissibile per tardività, la via corretta è il ricorso per cassazione per violazione della normativa sui termini; la Cassazione può annullare e rinviare gli atti alla stessa Corte d'Appello per il giudizio di merito.

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