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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30535/2023 del 13/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Ministero impugna l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva accolto il reclamo del detenuto consentendo l'acquisto di una borsa frigo rigida per la conservazione di cibi freschi e surgelati nella camera di pernottamento. L'Amministrazione deduce violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 35-bis, comma 3 e 69 ord. pen., in relazione all'art. 9 L. 354/1975 e agli artt. 13 e 14 D.P.R. 230/2000), sostenendo che il diniego amministrativo concerne scelte organizzative e di sicurezza rientranti nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria e non incide sul diritto soggettivo del detenuto a una sana e corretta alimentazione, atteso che è già consentito l'uso di borse refrigeranti morbide con ricambio delle tavolette refrigeranti. Il Tribunale di merito aveva ritenuto invece che la questione attinente al tipo di borsa riguardasse il diritto del detenuto alla corretta alimentazione e quindi fosse sindacabile.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza del 20/9/2022 sia l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza del 23/2/2022. La Corte ha motivato che il reclamo giurisdizionale previsto dagli artt. 35-bis e 69 ord. pen. tutela un pregiudizio concreto e attuale a una posizione di diritto soggettivo; nel caso di specie il diniego riguardava le modalità organizzative e di sicurezza relative alla tipologia della borsa frigo (rigida vs morbida) e non la negazione del diritto del detenuto a conservare o consumare i cibi, per cui la decisione impugnata interveniva in scelte rimesse all'amministrazione penitenziaria e non sindacabili con il rimedio giurisdizionale invocato.

Norme richiamate

  • art. 35-bis ord. pen. (reclamo giurisdizionale)

    Il reclamo mira alla tutela di un pregiudizio concreto e attuale di un diritto soggettivo del detenuto; non è volto a sindacare scelte meramente organizzative dell'amministrazione

  • art. 69 ord. pen.

    In combinato con l'art. 35-bis, delimita l'ambito del controllo giurisdizionale sulle misure dell'amministrazione penitenziaria, richiedendo un'effettiva lesione di diritti soggettivi

  • art. 9 L. 354/1975

    Richiamata come principio generale relativo al trattamento dei detenuti e alla tutela della salute; tuttavia la Corte ritiene che la disciplina non imponga automaticamente la tipologia degli ausili per la conservazione degli alimenti se l'amministrazione garantisce la funzione (es. borse morbide con ricambio)

  • artt. 13 e 14 D.P.R. 230/2000

    Norme regolamentari sulla gestione degli oggetti e sulla sicurezza negli istituti penitenziari, interpretate come fonte di poteri organizzativi e di sicurezza dell'Amministrazione che legittimano limiti su tipologie di beni consentiti

Massime di principio

  • Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis ord. pen. è esperibile solo per la tutela di un pregiudizio concreto e attuale a un diritto soggettivo del detenuto; non per semplici preferenze sulle modalità esecutive della pena
  • Le scelte dell'amministrazione penitenziaria riguardanti sicurezza, organizzazione e modalità di conservazione degli oggetti rientrano nella sua discrezionalità e non sono sindacabili se non incidono sulla sostanza di un diritto (es. impedire la conservazione o il consumo del cibo)
  • Se il diniego riguarda esclusivamente la tipologia di un ausilio (es. borsa rigida vs morbida) ma l'amministrazione garantisce la funzione mediante alternative adeguate, il giudice penale della sorveglianza tende a non sostituirsi alle scelte organizzative
  • Per ottenere tutela, il detenuto deve dimostrare che la misura amministrativa provoca un pregiudizio effettivo alla salute o alla fruizione del diritto (es. impossibilità reale di conservare cibi necessari), non una mera comodità o preferenza
  • L'Amministrazione, pur esercitando poteri organizzativi, deve comunque motivare le esigenze di sicurezza e proporzionalità quando limita strumenti che incidono sulla salute; una motivazione adeguata riduce il rischio di annullamento laddove ricorra un effettivo pregiudizio giuridico

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