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Sentenza

Sentenza n. 195/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento del prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborato dall'I.N.P.S. (Atto Rif. N. Pratica 002202100080179), nella parte in cui non attribuisce al ricorrente i “sei scatti stipendiali” ex art. 6 bis del D.l. 387/1987.

Giustizia amministrativa202400057

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio, nella parte in cui non include i sei scatti stipendiali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare in quiescenza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, cessato dal servizio a domanda il 17 febbraio 2019 all’età di 55 anni e con 35 anni di servizio utile, ha impugnato il prospetto INPS di liquidazione del trattamento di fine servizio, chiedendo l’accertamento del diritto alla riliquidazione dell’indennità di buonuscita mediante inclusione dei sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e dell’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997. L’INPS ha eccepito l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso, sostenendo anche l’intervenuta decadenza dal beneficio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, annullando in parte qua il prospetto di liquidazione e accertando il diritto del ricorrente ai sei scatti stipendiali ai fini del trattamento di fine servizio. Il giudice ha ritenuto che l’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, nella parte in cui prevede il pagamento della contribuzione residua per il personale cessato a domanda, operi ai soli fini pensionistici e non impedisca il riconoscimento del beneficio nella liquidazione del TFS. Per il personale delle forze di polizia a ordinamento militare continua ad applicarsi direttamente l’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, che riconosce il beneficio anche a chi chieda il collocamento in quiescenza dopo aver compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile. L’abrogazione dell’art. 11 della legge n. 231/1990 non ha fatto rivivere la precedente formulazione limitativa dell’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987, poiché l’abrogazione non determina, salvo espressa previsione legislativa, la reviviscenza delle norme precedentemente abrogate. È stata inoltre respinta l’eccezione di decadenza: il termine previsto per la presentazione della domanda di collocamento in quiescenza non è formulato in modo sufficientemente chiaro da fondare una decadenza e riguarda comunque le condizioni sostanziali del beneficio, non un onere procedimentale sanzionato con la perdita del diritto. L’INPS è stato condannato a rideterminare, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, l’indennità di buonuscita includendo nella base di calcolo i sei scatti stipendiali. Le spese di lite, liquidate in 2.500 euro oltre accessori, sono state poste a carico dell’INPS.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. 387/1987

    Al personale delle forze di polizia con qualifiche equiparate, che cessa dal servizio per età o perché divenuto permanentemente inabile al servizio o perché deceduto, sono attribuiti ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione dell'indennità di buonuscita [...] sei scatti ciascuno del 2,50 per cento [...] Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche al personale che chieda di essere collocato in quiescenza a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e trentacinque anni di servizio utile.

    La disposizione continua ad applicarsi al personale delle forze di polizia a ordinamento militare e consente il riconoscimento dei sei scatti anche in caso di cessazione a domanda, quando siano maturati i requisiti di 55 anni di età e 35 anni di servizio utile.

  • art. 4 d.lgs. 165/1997

    Gli aumenti periodici [...] sono attribuiti [...] all'atto della cessazione dal servizio da qualsiasi causa determinata, con esclusione del collocamento in congedo a domanda [...] Gli aumenti periodici [...] sono, altresì, attribuiti al personale che cessa dal servizio a domanda previo pagamento della restante contribuzione previdenziale.

    La disciplina onerosa della contribuzione per la cessazione a domanda opera ai soli fini pensionistici e non è applicabile alla liquidazione del trattamento di fine servizio.

  • art. 1, comma 15-bis, d.l. 379/1987

    Ai sottufficiali [...] che cessano dal servizio per età o perché divenuti permanentemente inabili [...] o perché deceduti, sono attribuiti [...] sei scatti calcolati sull'ultimo stipendio.

    La precedente formulazione limitativa non è tornata in vigore a seguito dell’abrogazione della disposizione modificativa, non operando la reviviscenza automatica delle norme già abrogate.

  • art. 1911, comma 3, codice dell'ordinamento militare

    Al personale delle Forze di polizia a ordinamento militare continua ad applicarsi l'articolo 6-bis, del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387.

    La disposizione conferma la persistente applicabilità dell’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 alle forze di polizia a ordinamento militare.

  • art. 2268, comma 1, lett. 872), codice dell'ordinamento militare

    Sono o restano abrogati [...] legge 8 agosto 1990, n. 231, esclusi articoli 4; 5, commi 1 e 2; 7; 9 e 10.

    L’abrogazione dell’art. 11 della legge n. 231/1990 non determina la reviviscenza dell’originaria disciplina limitativa del beneficio.

  • art. 16 l. 121/1981

    Ai fini dell’ambito soggettivo dell’istituto, qualifica come forze di polizia anche l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, oltre agli altri corpi indicati dalla norma.

Massime di principio

  • Per il personale delle forze di polizia a ordinamento militare, l’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 continua a riconoscere i sei scatti stipendiali ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio anche in caso di cessazione a domanda, purché siano stati compiuti 55 anni di età e maturati 35 anni di servizio utile.
  • L’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, nella parte relativa al pagamento della contribuzione residua per chi cessa dal servizio a domanda, disciplina il beneficio ai fini pensionistici e non esclude il riconoscimento dei sei scatti nella base di calcolo del trattamento di fine servizio.
  • L’abrogazione di una disposizione modificativa non determina, in assenza di un’espressa previsione legislativa, la reviviscenza della precedente formulazione normativa che era stata abrogata; pertanto, l’abrogazione dell’art. 11 della legge n. 231/1990 non fa rivivere la disciplina limitativa dell’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987.
  • Un termine per la presentazione della domanda non può comportare la decadenza dal beneficio quando la disposizione non individui con chiarezza e perspicuità i presupposti della decadenza; inoltre, il riferimento alle condizioni richieste per il beneficio può riguardare i requisiti sostanziali del titolare e non gli adempimenti procedimentali.
  • Il diritto ai sei scatti stipendiali ai fini del TFS è direttamente riconoscibile dall’ente previdenziale sulla base della legge, anche se l’amministrazione di provenienza non lo abbia espressamente indicato nella documentazione relativa alla posizione pensionistica.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeGiurisdizione e riparto
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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