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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11223/2026 del 25/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Trieste che aveva confermato la condanna di primo grado per furto. L'unico motivo dedotto denunciava violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La difesa sosteneva, in sostanza, che la Corte territoriale avrebbe errato nel non applicare l'art. 131-bis c.p.; tuttavia, secondo la Cassazione, il motivo si limitava a riproporre le argomentazioni già svolte in appello, senza una critica specifica e argomentata della motivazione impugnata. La Corte di merito, invece, aveva escluso la tenuità valorizzando il disvalore della condotta, l'uso di un'autovettura intestata a terzo per commettere il reato, il danno arrecato a beni strumentali indispensabili per l'attività lavorativa della persona offesa e la reiterazione di reati della stessa indole, anche successivi ai fatti oggetto del giudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il motivo era generico e meramente reiterativo di doglianze già respinte in appello. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte territoriale sul diniego della particolare tenuità del fatto, conforme ai principi in tema di art. 131-bis c.p. e art. 133, comma 1, c.p. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle peculiarità concrete della fattispecie, non potendo essere riconosciuta se il disvalore della condotta e gli altri indici rivelano non tenuità.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    La valutazione della particolare tenuità deve considerare modalità della condotta, grado di colpevolezza ed entità del danno o del pericolo.

  • art. 624 c.p.

    Richiamato come indice della reiterazione di reati della stessa specie commessi in epoca successiva ai fatti oggetto del giudizio.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve nella mera riproposizione delle doglianze già dedotte in appello, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., il giudice deve compiere una valutazione complessa e congiunta di tutte le circostanze concrete del fatto, considerando le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo.
  • La particolare tenuità del fatto può essere negata quando la condotta presenti un apprezzabile disvalore concreto, anche in ragione delle modalità esecutive, del pregiudizio arrecato alla persona offesa e della reiterazione di condotte analoghe.
  • La presenza di ulteriori reati della stessa indole, anche commessi successivamente, può essere valorizzata come indice ostativo al riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilitàFurto
RamiProcesso penaleParte generaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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