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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46712/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo di euro 52.760 rinvenuti in una cassaforte nell'abitazione dell'imputato, ritenuti profitto del reato di usura in danno di Raffaele Marino. Il ricorrente denunciava inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 644 e 240 c.p. e 321 c.p.p., carenza grafica di motivazione circa il periculum in mora e la illegittimità della conferma del sequestro da parte del giudice del riesame su basi diverse da quelle del primo provvedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al presupposto del periculum in mora. Ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte in cui sostiene l'esistenza del pericolo di aggravamento o protrazione delle conseguenze del reato senza fornire motivazione adeguata e ha rinviato al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per nuovo giudizio sul punto. La decisione sottolinea l'obbligo di motivare, con elementi concreti e attuali, il rapporto funzionale essenziale tra il bene sequestrato e il rischio di commissione di ulteriori reati o di protrazione/aggravamento del reato.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo ha duplice finalita: comma 2 finalita agevolativa della confisca; comma 1 finalita impeditiva per evitare che la libera disponibilita del bene aggravi o prolunghi le conseguenze del reato o agevoli altri reati. La Corte richiede motivazione che dimostri il legame funzionale non meramente occasionale tra bene e pericolo concreto e attuale.

  • art. 644 cod. pen.

    Norma sostanziale sulla usura; il denaro era contestato come profitto del reato di usura. Il ricorso denunciava erronea applicazione, ma la Corte ha focalizzato l'analisi sul vizio motivazionale relativo al periculum in mora.

  • art. 240 cod. pen.

    Articolo richiamato dal ricorrente tra le norme allegedly mal applicate; dalla decisione emerge che la questione decisiva per la cassazione è procedurale e motivazionale, non la qualificazione sostanziale del reato.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Indica la competenza per il nuovo giudizio di riesame; la Corte ha rinviato al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo impeditivo richiede motivazione specifica e attuale sul periculum in mora: bisogna dimostrare concretamente come la libera disponibilita del bene possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati.
  • Il rapporto tra bene e reato per giustificare il sequestro deve essere essenziale e non meramente occasionale; non basta la mera appartenenza del bene all'indagato o l'indicazione generica che si tratti di profitto.
  • La motivazione può fondarsi su elementi oggettivi (quantita, natura del bene, composizione) e/o soggettivi (comportamento del proprietario, rischio di atti dispositivi), ma entrambi richiedono coerenza e specificita per resistere al sindacato di legittimita.
  • Se la motivazione sul periculum manca o e' generica, la Cassazione annulla l'ordinanza e rinvia per nuovo esame; pertanto, nella pratica cautelare il giudice deve documentare le ragioni spiccate per il vincolo.
  • Il giudice del riesame non puo confermare un sequestro facendo leva su esigenze diverse da quelle poste a fondamento del provvedimento originario senza fornire piena e congrua motivazione in ordine a tali esigenze.

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