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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23001/2022 del 13/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare limitatamente al reato di detenzione a fini di spaccio (capo 35) e annullato per il capo 17 (associazione mafiosa). Il ricorso in Cassazione articolava due motivi: 1) insufficienza dei gravi indizi di colpevolezza, percheé il coinvolgimento del Crea sarebbe emerso per una sola giornata, senza riscontri certi, senza intercettazioni che lo riguardassero nei giorni vicini e dunque privo di elementi precisi e concordanti; 2) difetto delle esigenze cautelari, sostenendo l'inesperienza del Crea nel settore e la mancanza di concreto pericolo di reiterazione o di inquinamento probatorio. La difesa chiedeva in subordine l'applicazione di una misura meno afflittiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti mirassero a una rivalutazione del compendio probatorio e non a denunziare violazioni di norme o manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, ai fini delle misure cautelari personali, la nozione di gravi indizi non richiede la qualificazione degli indizi prevista per il giudizio di merito (art. 192 c.p.p., comma 2) e che il giudice di merito non deve esaminare dettagliatamente ogni deduzione difensiva purché la motivazione sia complessivamente adeguata e logica. Ha inoltre valorizzato specifici elementi indiziari raccolti (uso del nome "Teo/Teuccio", riferimenti al termine "cognato", dati di geolocalizzazione del veicolo, captatore informatico, circostanze sulla presenza/assenza del Crea al momento dei controlli) e le circostanze che giustificavano il pericolo di recidiva. Conseguentemente il ricorso è stato respinto, il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; il provvedimento sarà trasmesso al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti di legge (art. 94, comma 1-ter disposizioni attuative cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 273 c.p.p.

    richiama i commi terzo e quarto dell'art. 192 c.p.p., ma non il comma 2

    La nozione di "gravi indizi" ai fini cautelari è meno rigorosa della qualificazione richiesta per il giudizio di merito; per la cautela è sufficiente un compendio probatorio che fondi una qualificata probabilità di responsabilità

  • art. 192 c.p.p.

    comma 2 citato come parametro di maggior rigore non richiamato dall'art. 273 c.p.p.

    Il comma 2 richiede indizi non solo gravi ma anche precisi e concordanti per il giudizio di merito; tale requisito non è imposto per le misure cautelari

  • art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede gli adempimenti a carico del direttore dell'istituto penitenziario in caso di decisione della Corte relativa a misure cautelari

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è spesso inammissibile se mira principalmente a una rivalutazione del materiale probatorio piuttosto che a denunciare violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
  • Per l'adozione di misure cautelari la soglia probatoria dei "gravi indizi" è più bassa rispetto ai criteri richiesti per la sentenza di merito; non è necessario che gli indizi siano precisi e concordanti come richiesto dall'art. 192 c.p.p., comma 2
  • Il giudice del riesame non è obbligato a ribattere punto per punto ogni argomentazione difensiva: basta una motivazione globale e logica che dimostri di avere considerato i fatti rilevanti
  • Elementi tecnici come captatori informatici, geolocalizzatori e riscontri fattuali (es. uso di soprannomi, riferimenti familiari, percorsi del veicolo, assenza al controllo) possono costituire indizi idonei a sostenere misure cautelari
  • La contestazione dell'inesperienza del destinatario non è sufficiente a escludere le esigenze cautelari se sussistono indicatori concreti di vicinanza a un ambiente criminale, ruolo significativo nell'operazione o continuità temporale delle condotte
  • In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. contributo alla Cassa delle ammende)

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