Sentenza n. 3469/2026 - Milano, Sezione 1
in punto ricorso per l'esatta e integrale esecuzione alla sentenza n. 209/2024 del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, pubblicata in data 24/03/2024 – carta del docente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione spontanea della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, sul riconoscimento della Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un ricorso per l'esatta e integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, n. 209/2024, passata in giudicato, che le riconosceva il beneficio della Carta del docente. La sentenza era stata ritualmente notificata al Ministero, ma l'Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato entro il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito nella l. n. 30/1997. Il Ministero ha accreditato la somma spettante soltanto dopo l'iscrizione a ruolo del giudizio di ottemperanza e, quindi, nel corso del processo. La ricorrente ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la rifusione integrale delle spese, sostenendo che il ricorso fosse stato causalmente determinante per l'adempimento.
La decisione
Il TAR ha preso atto dell'avvenuto adempimento dell'obbligazione riconosciuta dalla sentenza del giudice ordinario e ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Poiché l'Amministrazione ha soddisfatto la pretesa solo durante il giudizio di ottemperanza, dopo la scadenza del termine dilatorio di 120 giorni e dopo la proposizione del ricorso, il Collegio ha accertato, ai fini della regolazione delle spese, la soccombenza virtuale del Ministero. Il Ministero è stato condannato a rifondere alla ricorrente 800 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore del procuratore antistatario. È stata inoltre disposta l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
cessazione della materia del contendere
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione per effetto dell'integrale soddisfazione della pretesa azionata.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997
termine dilatorio di 120 giorni
Il termine dilatorio per l'esecuzione delle pronunce nei confronti delle amministrazioni pubbliche deve essere decorso prima che l'inadempimento possa giustificare l'azione di ottemperanza e la conseguente imputazione delle spese.
Massime di principio
- Quando l'amministrazione dà esecuzione al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- Ai fini della regolazione delle spese, il giudice può accertare la soccombenza virtuale dell'amministrazione che abbia adempiuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, qualora il giudicato sia stato ritualmente notificato e sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge.
- L'adempimento intervenuto durante il giudizio non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese quando il ricorso per ottemperanza abbia reso necessaria l'esecuzione della prestazione dovuta.
Come è indicizzato
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