Cassazione Penale, Sentenza n. 18244/2022 del 06/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva riformato la sentenza di primo grado assolvendo dagli addebiti associativi e riqualificando reati di riciclaggio in ricettazione con conferma di condanne per altri capi. Il Procuratore Generale denunciava contraddittorietà e manifesta illogicità nella valutazione degli indizi a sostegno della consapevolezza degli imputati sulla provenienza furtiva dei farmaci; errori nella valutazione della documentazione fiscale, del prezzo "ex factory", della provenienza estera dei farmaci e delle intercettazioni; doglianze su ammissione di prove testimoniali e su questioni di prescrizione e confisca. I difensori contestavano, fra l'altro, l'ammissibilità delle liste testi, l'utilizzabilità delle dichiarazioni del chiamante di correo Rigamonti, la scarsa valenza indiziaria dei fattori evocati dall'appello e la necessità di riqualificare i fatti (anche come contravvenzione) o di rilevare prescrizione per taluni capi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondate le censure concernenti la valutazione della prova indiziaria. Ha dichiarato che la Corte d'appello non ha applicato correttamente i criteri dell'art. 192, comma 2, cod. proc. pen. (gravità, precisione, concordanza degli indizi), avendo valorizzato elementi contraddittori o suscettibili di spiegazioni alternative senza adeguato scrutinio e senza neutralizzare le obiezioni difensive. Ha escluso valenza decisiva a molte delle anomalie indicate (prezzo ex factory, contatti commerciali pregressi, provenienza estera, documentazione fiscale non perfetta, destinazione ospedaliera) e ha ritenuto che l'esame del chiamante di correo non abbia apportato riscontri esterni decisivi. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio, non essendo acquisita prova idonea in ordine al dolo di ricettazione nei confronti di Parolo Giacomo e Casagrande Stefano. Le eccezioni processuali sulle liste testi e sull'ammissione del Rigamonti sono state respinte; è stato invece accolto il profilo sostanziale relativo all'insufficienza probatoria e disposta l'annullamento senza rinvio.
Norme richiamate
art. 192 cod. proc. pen., comma 2
Gli indizi vanno valutati come "gravi, precisi e concordanti": la Corte ha ritenuto che la sentenza d'appello non abbia correttamente applicato questi criteri valutando singolarmente e globalmente gli indizi e trascurando spiegazioni alternative e dati antagonisti
art. 192 cod. proc. pen., comma 3
Le dichiarazioni del chiamante di correo richiedono riscontri estrinseci; la sentenza ha ritenuto che i riscontri a carico fossero insufficienti a rendere decisiva la testimonianza di Rigamonti
art. 507 cod. proc. pen.
Il giudice può disporre d'ufficio l'assunzione di nuovi mezzi di prova se assolutamente necessario e decisivo; la Cassazione conferma la legittimità dell'ammissione del Rigamonti ma richiama l'onere del giudice di motivare la necessità
art. 468 cod. proc. pen.
L'obbligo di indicare le circostanze della lista testi è assolto anche con riferimenti impliciti alle condotte contestate se non vi è sorpresa processuale; refusi formali nella lista non rendono automaticamente invalida la lista stessa
art. 530 cod. proc. pen.
Riguarda la formula di assoluzione; la Corte ha dichiarato alcune censure del P.G. inammissibili per carenza d'interesse rispetto alla richiesta di diversa formula assolutoria
D. Lgs. 231/2001 artt. 24-ter e 25-octies
Richiamati in relazione alla responsabilità amministrativa dell'ente; la sentenza d'appello aveva confermato responsabilità e sanzioni ma la Cassazione ha esaminato le censure difensive senza riformulare la posizione dell'ente, assorbite dalle valutazioni probatorie principali
art. 4 L. 146/2006 e art. 10 L. 146/2006
Norme richiamate in primo grado relative ad aggravanti per reati transnazionali e connesse rilevanze; nella motivazione di Cassazione le aggravanti specifiche non risultano decisive alla luce dell'insufficienza probatoria sul dolo
art. 133 cod. pen.
Richiamato nelle doglianze sulla determinazione delle pene dall'appello; la Corte di legittimità non ha ritenuto decisivi tali profili rispetto all'annullamento per carenza di prova
Massime di principio
- La prova indiziaria deve rispettare i criteri di gravità, precisione e concordanza: ogni indizio va valutato singolarmente per valutarne la capacità dimostrativa e poi unitariamente per verificarne la convergenza verso un'unica ricostruzione probatoria
- Se gli indizi sono suscettibili di spiegazioni alternative plausibili, il giudice deve risolvere il dubbio a favore dell'imputato (principio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio"); la mera sommatoria di indizi deboli e contraddittori non è sufficiente a fondare una condanna
- La testimonianza del chiamante di correo necessita di riscontri estrinseci per essere decisiva; la sua sola dichiarazione, se non corroborata, ha limitata valenza probatoria
- Errori formali nelle liste testi (refusi, riferimenti errati) non comportano automaticamente inutilizzabilità delle prove se non determinano una 'prova a sorpresa' e le circostanze da testimoniare sono deducibili dagli atti
- Il giudice ha poteri officiosi per l'ammissione di prove (art.507 c.p.p.), ma l'utilizzo di tali poteri richiede motivazione sulla necessità e sulla decisività della prova acquisita
- Quando la carenza probatoria è definitiva e non sanabile con ulteriore istruttoria, la Cassazione può annullare senza rinvio; ciò è più probabile nei processi a base indiziaria ove la revisione non colmerebbe il vizio di prova
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