Sentenza n. 199/2026 - Brescia, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia del decreto ministeriale del-OMISSIS-, del Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale per gli Affari Generali e per le Politiche del Personale della Polizia di Stato, con cui veniva disposto, con effetto immediato, per asseriti motivi di incompatibilità ambientale, il trasferimento di Ufficio dell'odierno ricorrente, ai sensi dei commi 4 e 5, D.P.R. 24 aprile 1982, n. 335, dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di -OMISSIS- al Distaccamento della Polizia Stradale di -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto ministeriale di trasferimento d’ufficio per asseriti motivi di incompatibilità ambientale
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell’Interno che aveva disposto con effetto immediato il suo trasferimento d’ufficio, ai sensi dei commi 4 e 5 del d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335, dal Commissariato di pubblica sicurezza di una sede al Distaccamento della Polizia Stradale di un’altra sede, deducendone l’illegittimità. Nel corso del giudizio, tuttavia, con memoria del 25 novembre 2025, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché aveva riorganizzato il proprio assetto logistico e alloggiativo in funzione dell’ufficio presso il quale era stato trasferito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione del ricorrente e della circostanza che egli aveva ormai riorganizzato il proprio assetto logistico e alloggiativo in funzione della sede di destinazione. La sopravvenuta carenza di interesse ha impedito una decisione nel merito sulla legittimità del trasferimento per incompatibilità ambientale. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione della definizione in rito del giudizio.
Norme richiamate
commi 4 e 5 d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335
Disposizioni indicate quale base normativa del trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale; il giudice non ne ha esaminato nel merito l’applicazione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Applicato per la definizione del giudizio mediante dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento nell’ambito della definizione del giudizio.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, corroborata dalla sopravvenienza di circostanze incompatibili con l’utilità concreta di una pronuncia, comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il giudizio viene definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all’esame dei vizi dedotti contro l’atto amministrativo impugnato.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere ravvisata quando il destinatario di un trasferimento d’ufficio abbia riorganizzato stabilmente il proprio assetto logistico e alloggiativo in funzione della nuova sede di servizio.
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