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Ordinanza

Ordinanza n. 523/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento del diniego della cittadinanza italiana notificato alla ricorrente in data 16/08/2023 (Prot. 78046/2023)

Giustizia amministrativa202302326

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana notificato il 16 agosto 2023

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di ricorso né le specifiche censure dedotte. Il giudice ha rilevato la necessità di acquisire dalla ricorrente una dichiarazione motivata circa la permanenza dell'interesse alla decisione nel merito, nonché un aggiornamento sulla situazione sostanziale e sugli eventuali fatti o atti sopravvenuti, con indicazione dell'eventuale necessità di ulteriori attività istruttorie. Ha inoltre richiesto al Ministero dell'Interno chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa, nonché il deposito degli atti impugnati e della relativa documentazione, ove non già prodotti.

La decisione

Il TAR non ha deciso il merito del ricorso. Ha disposto specifici incombenti istruttori: la ricorrente deve dichiarare motivatamente, entro 20 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, se permane l'interesse alla decisione, aggiornando la situazione e segnalando eventuali esigenze istruttorie; il Ministero dell'Interno deve fornire chiarimenti documentati e aggiornati e depositare gli atti impugnati e la documentazione allegata, ove mancanti. L'ordinanza avverte espressamente che l'inerzia della ricorrente sulla dichiarazione di permanenza dell'interesse potrà essere valutata, ai sensi degli artt. 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a., come manifestazione inequivoca di disinteresse e condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. La segreteria deve comunicare l'ordinanza alle parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 63 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento degli incombenti istruttori.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    L'inerzia della parte rispetto all'incombente istruttorio concernente la permanenza dell'interesse può essere valutata dal giudice ai fini della decisione, anche per desumere il sopravvenuto disinteresse alla definizione della controversia.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento dell'ordinanza istruttoria.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La mancata dichiarazione della permanenza dell'interesse, nonostante l'espresso invito del giudice, può comportare la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento dell'ordinanza.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo invita espressamente la parte a dichiarare la permanenza dell'interesse alla decisione e a fornire un aggiornamento sulla controversia, l'inerzia protratta entro il termine assegnato può essere valutata, ai sensi degli artt. 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a., quale manifestazione implicita ma inequivoca del sopravvenuto disinteresse, con conseguente possibile dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
  • In presenza di una controversia non ancora definita nel merito, il giudice amministrativo può disporre che l'amministrazione depositi chiarimenti documentati e aggiornati, insieme agli atti impugnati e alla documentazione di corredo non già acquisiti al fascicolo, al fine di assumere una decisione congruente.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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