Sentenza n. 281/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Consiglio dei Ministri sull’istanza di valutazione di impatto ambientale relativa a un impianto agrivoltaico con sistema di accumulo
Esito
La controversia
La società ricorrente ha proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., ricorso avverso il silenzio serbato dal Consiglio dei Ministri sull’istanza presentata il 17 settembre 2021 per il rilascio della valutazione di impatto ambientale relativa alla costruzione e all’esercizio di un impianto agrivoltaico della potenza complessiva di 19,712 MW, integrato con tecnologia di accumulo, e delle opere di connessione alla rete elettrica nazionale. L’istanza era stata dichiarata procedibile dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; successivamente il Ministero della Cultura aveva espresso parere negativo, mentre la Commissione Tecnica PNRR-PNIEC aveva espresso parere favorevole con prescrizioni. Il Ministero dell’Ambiente aveva quindi richiesto l’intervento del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 5, comma 2, lett. c-bis), l. n. 400/1988 e dell’art. 7, comma 1, d.l. n. 50/2022. La ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 2 l. n. 241/1990, sostenendo che, in assenza di uno specifico termine legislativo per la conclusione del procedimento davanti al Consiglio dei Ministri, dovesse applicarsi il termine ordinario di trenta giorni.
La decisione
Nel corso del giudizio, il Consiglio dei Ministri ha adottato la deliberazione del 22 aprile 2026, con la quale ha espresso il giudizio di compatibilità ambientale sul progetto. La società ricorrente ha preso atto di tale sopravvenienza. Poiché l’adozione del provvedimento conclusivo ha fatto venir meno l’interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio, il TAR ha dichiarato, ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., la cessazione della materia del contendere. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata condannata al pagamento delle spese in favore della ricorrente, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori e contributo unificato, tenuto conto del comportamento di ravvedimento operoso; le spese sono state invece compensate nei rapporti con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il Ministero della Cultura.
Norme richiamate
artt. 31 e 117 c.p.a.
Disposizioni richiamate quale fondamento dell’azione avverso il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Applicato per dichiarare la cessazione della materia del contendere a seguito dell’adozione, nel corso del giudizio, del provvedimento conclusivo richiesto.
art. 2 l. n. 241/1990
Invocato dalla ricorrente per sostenere l’obbligo di conclusione del procedimento entro il termine ordinario di trenta giorni in assenza di un termine speciale.
art. 5, comma 2, lett. c-bis), l. n. 400/1988
Base normativa dell’intervento del Consiglio dei Ministri nel procedimento di valutazione di compatibilità ambientale.
art. 7, comma 1, d.l. n. 50/2022, conv. nella l. n. 91/2022
Richiamato quale ulteriore fondamento della richiesta di intervento del Consiglio dei Ministri nel procedimento ambientale.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l’amministrazione adotta il provvedimento conclusivo richiesto, viene meno l’interesse alla decisione sull’azione contro il silenzio e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- L’adozione tardiva del provvedimento richiesto nel corso del giudizio può giustificare la condanna dell’amministrazione alle spese, anche se il giudizio si conclude per cessazione della materia del contendere, in considerazione del comportamento processuale e del ravvedimento operoso dell’amministrazione.
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