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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4276/2024 del 31/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma di condanna per reati in materia di armi e ricettazione, deducendo: (i) riqualificazione "a sorpresa" della contestazione originaria (da norme della L. n. 895/1967 a art. 23, commi 3 e 4, L. n. 110/1975) con pregiudizio del diritto di difesa e impossibilità di chiedere l'attenuante ex art. 5 L. n. 895/1967; (ii) difetto di correlazione tra chiesto e pronunciato; (iii) travisamento e insufficiente motivazione circa la responsabilità personale, la sussistenza del dolo e la reale posizione e visibilità della pistola nell'auto (contraddizioni nelle dichiarazioni dell'operante Di Serio); (iv) insussistenza del presupposto oggettivo per il porto in luogo pubblico (la vettura non sarebbe "luogo pubblico"), e che la pistola fosse al massimo riconducibile a una contravvenzione; (v) mancanza di elementi che dimostrino la disponibilità materiale dell'arma da parte di Reina e Toscano e, quindi, assenza di concorso e di ricettazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. Ha ritenuto legittima la riqualificazione della pistola inizialmente descritta come "arma a salve" in arma clandestina (art. 23 L. n. 110/1975) perché la descrizione fattuale non è cambiata e la trasformazione è suffragata dagli elementi probatori. Ha considerato infondate le censure sul travisamento e sulla mancanza di prova della disponibilità dell'arma: la collocazione della pistola, la presenza di sedici cartucce e le dichiarazioni rese hanno consentito ai giudici di merito di ritenere la pronta disponibilità dell'arma da parte di tutti gli occupanti del veicolo, nonché la riconoscibilità della sua alterazione ai fini della ricettazione. Ha inoltre confermato che la detenzione di arma nell'abitacolo di un'autovettura in contesti analoghi integra il porto in luogo pubblico quando ricorra la pronta disponibilità. Conseguentemente, sono state confermate le condanne (pena di 18 mesi di reclusione e multa di 2.000 euro per ciascuno) per i fatti commessi a Roma il 24/08/2021.

Norme richiamate

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110 - art. 23, commi 3 e 4

    art. 23, commi 3 e 4, L. n. 110/1975

    Una pistola a salve alterata artigianalmente e resa idonea all'uso è da considerarsi arma clandestina; la sua detenzione e porto integrano il reato ex art. 23 quando sia dimostrata la funzionalità offensiva e la pronta disponibilità

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110 - art. 4

    Il porto in luogo pubblico può ricomprendere anche la detenzione nell'abitacolo di un'autovettura ferma sulla pubblica via quando l'arma sia suscettibile di pronta utilizzazione; l'auto può essere considerata esposta al pubblico in tale contesto

  • Legge 28 dicembre 1967, n. 895 - artt. 2, 4 e 7

    artt. 2, 4, 7 L. n. 895/1967

    La contestazione originaria richiamava norme sulla detenzione di armi, ma la valutazione sostanziale ha portato alla riqualificazione ex L. n. 110/1975 in presenza di alterazione rendente l'arma idonea all'uso

  • Legge 28 dicembre 1967, n. 895 - art. 5 (attenuante)

    L'attenuante prevista dalla L. n. 895/1967 non è stata invocata nei gradi di merito; la Corte ha ritenuto che la mancata deduzione nei precedenti gradi esclude che la riqualificazione abbia arrecato un pregiudizio difensivo

  • Codice Penale - art. 648

    La detenzione di arma alterata e l'evidenza di munizionamento vicino all'arma sono indici della riconoscibilità della sua illecita modificazione, idonei a fondare l'ipotesi di ricettazione

  • Codice di Procedura Penale - art. 606, lett. c)

    art. 606, lett. c) c.p.p.

    Motivazione del ricorso per cassazione relativa a violazione di legge e vizio di motivazione

  • Codice di Procedura Penale - art. 522

    Richiamato in relazione al vizio di riqualificazione e al rispetto delle norme processuali sulla pronuncia della sentenza

  • Disposizioni di attuazione c.p.p. - art. 173

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Limite alla sintesi dei motivi di ricorso da parte della Corte; i ricorsi sono stati esaminati nei limiti previsti

Massime di principio

  • La riqualificazione della fattispecie giuridica in sentenza è lecita se il fatto materiale contestato resta lo stesso e la descrizione del fatto nell'imputazione consente alla difesa di esercitare pienamente il contraddittorio: non configura "sorpresa" se dagli atti emerge chiaramente l'elemento che giustifica la nuova qualificazione
  • Una pistola artigianalmente modificata (anche originariamente a salve) che sia resa idonea all'uso e sia accompagnata da munizionamento è qualificabile come arma clandestina e può integrare sia il reato di porto/detenzione sia la ricettazione quando la sua alterazione sia riconoscibile
  • La presenza dell'arma nell'abitacolo di un'auto può integrare il porto in luogo pubblico quando la vettura si trovi in contesti che rendono possibile la pronta utilizzazione dell'arma: conta la facile e immediata disponibilità, non la sola collocazione fisica
  • Per il concorso in detenzione/porto di arma è richiesta la disponibilità materiale o una situazione di fatto tale da rendere possibile l'acquisizione immediata dell'arma da parte di ciascun compartecipe; la mera consapevolezza può trasformarsi in disponibilità se il soggetto, pur trovandosi in diretta e prolungata prossimità dell'arma, non compie azioni per rimuoverla o per impedirne l'uso
  • Contraddizioni apparenti nelle dichiarazioni di un teste o agente vanno valutate nel loro contesto: non ogni incongruenza determina travisamento degli atti; è necessario che il travisamento sia manifesto e decisivo rispetto alla decisione per giustificare la cassazione
  • L'assenza di deduzioni esplicite (es. richiesta di applicazione dell'attenuante) nei gradi di merito rende difficile sostenere che una successiva riqualificazione abbia arrecato pregiudizio difensivo se la difesa ha effettivamente discusso il fatto in ogni sua sfaccettatura

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