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Sentenza

Sentenza n. 7250/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'ottemperanza della sentenza n. 1872/2024 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata in data 15.02.2024.

Giustizia amministrativa202507041

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III-terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, da parte del Ministero, della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che riconosceva il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione docente per cinque anni scolastici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 1872/2024, chiedendo di accertare l'inottemperanza del Ministero e di disporre le misure necessarie per la conformazione al giudicato. La sentenza del giudice ordinario aveva riconosciuto il diritto del docente a usufruire della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione, per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per l'importo di 500 euro annui, condannando l'Amministrazione a mettere a disposizione la carta o altro strumento equipollente, oltre agli interessi legali dalla domanda. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha corrisposto le somme dovute. Il ricorrente ha quindi dichiarato l'avvenuto pagamento, insistendo per la condanna dell'Amministrazione alle spese di giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento integrale delle somme dovute abbia soddisfatto pienamente e irretrattabilmente la pretesa azionata. Ai fini delle spese, il Collegio ha effettuato la valutazione virtuale della fondatezza del ricorso, secondo il criterio della soccombenza virtuale. Ha ritenuto la domanda astrattamente fondata perché il soddisfacimento del credito è intervenuto soltanto dopo l'instaurazione del giudizio. Le spese sono state parzialmente compensate, in considerazione dell'esecuzione della sentenza da parte dell'Amministrazione successivamente alla proposizione del ricorso; per la parte non compensata, il Ministero è stato condannato al pagamento di 400 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La disposizione è richiamata quale base processuale del giudizio di ottemperanza.

  • art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    È la norma sostanziale posta a fondamento del diritto del docente alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando un'attività amministrativa successiva soddisfa integralmente e irretrattibilmente la pretesa azionata, facendo venir meno ogni utilità concreta della pronuncia di merito.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, il giudice deve valutare virtualmente la fondatezza della domanda originaria ai fini della regolazione delle spese processuali.
  • Quando l'Amministrazione soddisfa la pretesa del ricorrente soltanto dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza, la domanda può essere ritenuta astrattamente fondata ai fini della soccombenza virtuale.
  • L'esecuzione del giudicato da parte dell'Amministrazione successivamente alla proposizione del ricorso può giustificare la compensazione parziale delle spese, mentre la parte residua può essere posta a carico dell'Amministrazione secondo il criterio della soccombenza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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