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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14021/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., con riferimento alla ripetizione del comportamento ma sostenendo che le condotte erano avvenute nelle medesime circostanze di tempo e luogo e che lo scarto del danno era lieve anche per la scarsità di consapevolezza dell'imputato (disturbo di personalità e disabilità) nonché doglianza per estinzione dei reati per prescrizione intervenuta prima del giudizio d'appello.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha confermato la condanna al Tribunale di Catania di mesi uno di reclusione ai sensi dell'art. 341-bis c.p. per le offese al Sindaco (capo A) e all'Appuntato dei Carabinieri Mario La Porta (capo B). Ha ritenuto infondato che il fatto fosse di particolare tenuità, perché la reiterazione e le modalità (minacce e reazione verso il pubblico ufficiale che tentava di calmarlo) escludono l'applicabilità dell'art. 131-bis. Quanto alla prescrizione, la Corte ha accertato che il decorso era stato sospeso più volte per provvedimenti processuali, perciò la sentenza è intervenuta prima dell'estinzione dei reati. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende (dispositivo indica euro tremila).

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    Norma applicata per la condanna relativa alle offese dirette a pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni; qui è il titolo di reato per il quale Scuto è stato condannato.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto non sussistente tale causa in presenza di reiterazione e modalità aggravanti (minacce verso pubblico ufficiale), comunque valutando gli elementi ritenuti rilevanti ai sensi dell'art. 133 c.p.

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri di valutazione per l'applicabilità dell'art. 131-bis; la Corte ha ricordato che non è necessario esaminare tutti gli elementi elencati, ma indicare quelli ritenuti rilevanti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le conseguenze derivanti dall'inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. può essere esclusa non solo per la mera reiterazione, ma anche in ragione delle modalità concrete della condotta (es. minacce o reazioni verso pubblici ufficiali che aggravano il disvalore).
  • Nel giudizio sull'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. è sufficiente che il giudice indichi gli elementi presi a base della sua valutazione (art. 133 c.p.); non è obbligatorio un'analisi esaustiva di tutti i fattori elencati dalla norma.
  • Problemi di salute mentale o un limitato grado di consapevolezza non comportano automaticamente il riconoscimento della non punibilità o della particolare tenuità; occorre una valutazione complessiva del disvalore della condotta e delle modalità in cui è stata posta in essere.
  • Sull'eccezione di prescrizione è necessario verificare eventuali sospensioni del decorso prescrizionale dovute a provvedimenti processuali; la sola distanza temporale dai fatti non è definitiva senza l'esame delle sospensioni.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso può comportare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'ordinamento processuale.

Testo integrale

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