Cassazione Penale, Sentenza n. 35434/2023 del 23/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che dichiarava inammissibile la richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo dello stabilimento della società "Vini Tranquilli S.r.l.". Ha articolato quattro motivi: 1) violazione e vizio di motivazione quanto alla propria legittimazione a proporre istanza di riesame; 2) omessa notificazione al legale rappresentante della società dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale; 3) violazione dell'art. 44, r.d.l. n. 2033/1925; 4) violazione dei principi di proporzionalità, pertinenzialità, adeguatezza, gradualità e attualità della misura cautelare.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la ricorrente, in qualità di persona fisica, non fosse titolare di un interesse concreto e attuale agli effetti primari del provvedimento ablatorio (non essendo proprietaria dei beni sequestrati), per cui l'impugnazione non era idonea a procurarle un vantaggio pratico. La legittimazione formale prevista dall'art. 322 c.p.p. deve essere collegata all'esistenza di un interesse concreto ex art. 568 c.p.p.; inoltre, per i terzi aventi interesse civilistico è richiesto il conferimento di procura speciale al difensore ai sensi dell'art. 100 c.p.p. Non risultando procura speciale e non emergendo un interesse concreto, il ricorso è stato rigettato. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 322 c.p.p.
Individua i soggetti legittimati a proporre riesame del decreto di sequestro; la legittimazione formale va coniugata con l'effettivo interesse all'impugnazione.
art. 568 c.p.p., commi 3 e 4
Stabilisce che il diritto di impugnazione spetta solo a chi la legge espressamente lo conferisce e richiede che l'impugnazione sia sorretta da un interesse concreto e attuale.
art. 591 c.p.p., comma 1, lett. a
Prevede l'inammissibilità dell'impugnazione quando proposta da chi non è legittimato o non ha interesse.
art. 100 c.p.p.
Richiede che per soggetti portatori di un interesse civilistico (terzi) il difensore sia munito di procura speciale per stare in giudizio in materie relative a misure reali.
art. 83 c.p.c. (richiamato per analogia)
Principio analogico richiamato per l'onere di procura speciale dei terzi interessati, come nel processo civile.
art. 44, r.d.l. n. 2033/1925
Norma invocata dalla ricorrente (contestata), ma la Corte non ne ha ritenuto decisiva l'applicazione in assenza di interesse concreto del ricorrente.
art. 616 c.p.p.
Prevede la condanna per spese processuali e possibilità di sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende) in caso di inammissibilità attribuibile a colpa della ricorrente.
Massime di principio
- La legittimazione formale all'impugnazione (es. art. 322 c.p.p.) non basta: occorre un interesse concreto, attuale e diretto agli effetti primari del provvedimento impugnato.
- Una persona sottoposta alle indagini ha diritto di impugnare solo se l'annullamento del provvedimento può produrre un vantaggio pratico per la sua posizione; l'interesse meramente teorico o di fatto non è sufficiente.
- I terzi portatori di interessi civilistici (es. proprietari o soggetti che chiedono restituzioni) devono conferire al difensore una procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p.; in mancanza, l'impugnazione è inammissibile.
- Le doglianze procedurali (es. omessa notificazione) devono essere inserite in una impugnazione sorretta da interesse concreto; altrimenti perdono efficacia ai fini dell'ammissibilità.
- Le censure sulla proporzionalità o pertinenzialità della misura cautelare vanno valutate nel merito solo se chi impugna dimostra di essere direttamente e immediatamente pregiudicato dal provvedimento.
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