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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 637/2023 del 11/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che, in esito a giudizio abbreviato in appello, confermava la condanna per rapina aggravata in concorso (pena: 2 anni e 4 mesi di reclusione e euro 500 di multa). Motivi di ricorso: (1) violazione di legge per aver celebrato udienza non partecipata nonostante in appello fosse stata richiesta la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (ricognizione personale) ex art. 603, comma 3 c.p.p., invocando altresì l'art. 127 c.p.p. e le disposizioni emergenziali (art. 23 d.l. 149/2020) relative alla partecipazione delle parti; (2) vizio di motivazione e travisamento della prova, con contestazione della credibilità/attendibilità delle identificazioni (difficoltà di riconoscimento in orario notturno, comportamento della persona sorpresa, difficoltà linguistiche e possibili errori di traduzione/verbalizzazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la mera sollecitazione della rinnovazione istruttoria in appello obblighi la celebrazione dell'udienza in presenza: nel giudizio abbreviato d'appello le parti hanno solo la facoltà di sollecitare l'integrazione istruttoria e la presenza in aula, durante la vigenza delle norme emergenziali (art. 23 d.l. 149/2020), è subordinata a espressa richiesta dello svolgimento dell'udienza in presenza; il giudice è tenuto a consentire la presenza dell'imputato soltanto se decide effettivamente di procedere alla rinnovazione. Sul secondo motivo ha confermato che la Cassazione non può rivedere la valutazione di merito dei fatti salvo che sia palese un travisamento 'ictu oculi' o che emergano elementi processuali certi e decisivi non considerati; le censure del ricorrente miravano a una diversa valutazione delle prove che non è consentita in sede di legittimità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Norma emergenziale richiamata per la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; usata per giustificare modalità non in presenza dell'udienza.

  • art. 23, d.l. 149/2020

    Norme emergenziali che hanno disciplinato la partecipazione delle parti alle udienze durante la pandemia; la Corte ha ritenuto che la presenza in aula fosse subordinata a espressa richiesta di udienza in presenza.

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Previsione sulla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale: in appello le parti possono sollecitare l'integrazione istruttoria ma il potere di ammissione spetta al giudice, che può esercitarlo ex officio nei limiti della necessità.

  • art. 127, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come fondamento del diritto di contraddittorio e di partecipazione; la Corte ha precisato che, nelle procedure emergenziali e nel giudizio abbreviato d'appello, tali garanzie devono essere contemperate con i limiti normativi sull'ammissione della prova e sulle modalità di celebrazione dell'udienza.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al diritto di intervento delle parti: la mancata presenza dell'imputato può costituire vizio se la legge richiede la sua partecipazione per la rinnovazione istruttoria; la Corte ha comunque distinto tra mera sollecitazione e decisione di ammettere la rinnovazione.

  • art. 606, lett. e), cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il vizio di motivazione per travisamento della prova: la Corte ricorda i limiti del sindacato in cassazione, richiedendo elementi specifici e riconoscibilità 'ictu oculi' del travisamento.

  • L. 20 febbraio 2006, n. 46 (modifica art. 606 c.p.p.)

    Modifica che ha ampliato la possibilità di dedurre vizio di motivazione in cassazione, ma senza autorizzare una nuova valutazione dei fatti; i documenti invocati devono contenere elementi certi, specifici e decisivi.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e ad un'ammenda a favore della Cassa delle ammende; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata quale limite alla enunciazione dei motivi nella decisione motivata della Corte di Cassazione (motivazione essenziale e nei limiti necessari per la decisione).

Massime di principio

  • Nel giudizio abbreviato d'appello la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria formulata dalle parti non impone automaticamente la celebrazione dell'udienza in presenza: il giudice decide se ammettere la prova e solo se ammessa deve garantire la possibilità di presenza dell'imputato.
  • Durante la vigenza di norme emergenziali (es. art. 23 d.l. 149/2020) la partecipazione dell'imputato in aula è subordinata alla specifica disciplina dell'udienza: è necessario richiedere espressamente lo svolgimento in presenza se si vuole opporsi alle modalità 'a distanza' o a contraddittorio scritto.
  • La Cassazione è limitata al sindacato di legittimità; non può rivedere liberamente la valutazione del merito o riformulare la ricostruzione dei fatti richieste dal ricorrente salvo che sussista un travisamento della prova di macroscopica evidenza o l'uso/omissione di elementi processuali oggettivamente decisivi.
  • Per dedurre il travisamento della prova in Cassazione è necessario indicare atti specifici, acquisiti e incontrovertibili che rendano la contraddittorietà della motivazione immediatamente percepibile ('ictu oculi'); mere alternative interpretative o apprezzamenti sulla credibilità non sono sufficienti.
  • La mancata accoglienza del ricorso può comportare la condanna del ricorrente alle spese processuali e a somme a favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.), pertanto le impugnazioni devono essere valutate alla luce del rischio economico.

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