Sentenza n. 1503/2026 - Firenze, Sezione 4
per l'ottemperanza della sentenza n. 612/2024 del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, pubblicata in data 23.7.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, n. 612/2024, relativa all'accredito della carta docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'attuazione della sentenza n. 612/2024 del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, che aveva accertato il suo diritto alla carta docente, per l'importo di 500 euro annui e per gli anni scolastici indicati nella sentenza, condannando il Ministero a metterla a disposizione. La pronuncia era stata notificata in forma esecutiva, era divenuta definitiva e risultava non eseguita dall'Amministrazione al momento della proposizione del ricorso. La ricorrente chiedeva l'adozione delle misure attuative del giudicato, inclusa la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero, benché ritualmente intimato, non si è costituito. Nelle more del giudizio, l'Amministrazione ha accreditato le somme dovute sulla carta elettronica della docente; la ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, in ragione dell'adempimento tardivo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa azionata in ottemperanza è stata integralmente soddisfatta mediante l'accredito delle somme sulla carta elettronica della docente. Il giudice ha tuttavia posto le spese di lite a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale: l'Amministrazione ha eseguito la sentenza civile soltanto dopo la proposizione del ricorso, rendendo necessario il giudizio. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre oneri e accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei procuratori antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
La piena soddisfazione della pretesa della parte ricorrente nelle more del giudizio comporta la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del giudicato da parte dell'amministrazione nelle more del processo determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- Quando l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza, le spese processuali possono essere poste a suo carico in applicazione del principio della soccombenza virtuale, anche se la materia del contendere è cessata.
- L'accredito delle somme dovute in esecuzione di una pronuncia del giudice ordinario può determinare la piena soddisfazione della pretesa e rendere non necessaria la nomina del commissario ad acta richiesta nel giudizio di ottemperanza.
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