Ordinanza n. 6121/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno e depositato nella Casa comunale in data 12.09.2022, e successivamente ritirato in data 23.09.2022, recante rigetto dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91 del 1992 (prot. n. K10/-OMISSIS-);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91 del 1992
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno recante il rigetto della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana, depositato presso la Casa comunale e successivamente ritirato. Dall'ordinanza non risultano specificamente illustrati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nella camera di consiglio istruttoria, il Collegio ha verificato la persistenza dell'interesse alla decisione, la completezza dell'istruzione e l'assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.
La decisione
Il Collegio ha accertato che persiste l'interesse del ricorrente alla decisione, che il Ministero ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato, come prescritto dall'art. 46 c.p.a., e che il ricorrente ha depositato documentazione integrativa. Non essendo state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, il fascicolo è stato trasmesso al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. L'ordinanza non decide nel merito né definisce il giudizio. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 9 l. 91/1992
La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana oggetto del diniego impugnato; l'ordinanza non ne interpreta il contenuto.
art. 46 c.p.a.
È richiamato quale fondamento dell'obbligo dell'amministrazione di depositare il fascicolo del procedimento.
artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.
divieto di rinvio, salvo "eccezionali motivi"
Sono richiamati in relazione all'organizzazione della trattazione dei procedimenti nelle udienze di smaltimento dell'arretrato e al divieto di differimento, salvo motivi eccezionali.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 a fondamento della protezione dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nelle udienze camerali istruttorie di smaltimento dell'arretrato, il giudice deve verificare la persistenza dell'interesse alla decisione e la compiuta istruzione della causa prima di procedere alla calendarizzazione dell'udienza di definizione.
- Quando l'amministrazione deposita il fascicolo del procedimento e la parte ricorrente produce documentazione integrativa, in assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, il fascicolo può essere trasmesso al Presidente del tribunale per la fissazione dell'udienza di smaltimento.
- La verifica organizzativa e istruttoria compiuta nell'udienza di smaltimento non comporta decisione sul merito della controversia né definisce l'interesse sostanziale dedotto in giudizio.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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