Sentenza del 28/06/2016 n. 419 - Comm. Trib. Prov. Savona
ACCERTAMENTO - IRES/IVA/IRAP - società di capitali a ristretta base azionaria - accertamento di maggiori ricavi in base a studio di settore - prova fornita dall'Ufficio dell'esistenza dei presupposti normativi - utilizzo dello studio - legittimità - mancato incasso di prestazioni per crisi del settore di attività - rideterminazione dei ricavi in base ai valori minimi dello studio - ammissibiltà - sanzione per infedele dichiarazione - applicabilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha contestato l'accertamento di maggiori ricavi ai fini IRES, IVA e IRAP determinati mediante studi di settore, sostenendo che il mancato raggiungimento dei ricavi stimati dipendesse dalla crisi del settore e dal mancato incasso di alcune prestazioni. Ha inoltre contestato l'applicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione.
La decisione
Il ricorso è stato accolto solo parzialmente. L'Ufficio ha fornito elementi sufficienti per dimostrare la sussistenza dei presupposti di applicabilità dello studio di settore: dati dichiarati erroneamente, percentuali non credibili di apporto lavorativo di amministratori e soci, omessa indicazione della consistenza dei locali, assenza di cause obiettive di anormalità e reddito dichiarato talmente basso da risultare antieconomico. L'accertamento mediante studio di settore è quindi stato ritenuto legittimo. Tuttavia, tenendo conto della crisi del settore di attività, i maggiori ricavi sono stati rideterminati utilizzando i valori minimi risultanti dallo studio. È stata confermata anche la sanzione per infedele dichiarazione, non essendo ravvisabile un errore scusabile di fatto o di diritto.
Norme richiamate
Studi di settore
L'applicazione degli studi di settore richiede che l'Ufficio dimostri preliminarmente l'esistenza dei presupposti normativi e fattuali per il loro utilizzo. Una volta forniti elementi concreti di inattendibilità dei dati dichiarati e di antieconomicità della gestione, lo studio può legittimamente fondare l'accertamento.
Sanzione per infedele dichiarazione
La sanzione è applicabile quando la dichiarazione contiene dati non veritieri o ricavi inferiori a quelli effettivamente accertabili, salvo che il contribuente dimostri un errore di fatto o di diritto scusabile. La mera crisi del settore non esclude automaticamente la responsabilità sanzionatoria.
Massime di principio
- Gli studi di settore non possono essere applicati automaticamente: l'Amministrazione deve dimostrare la presenza dei presupposti e l'inattendibilità dei dati dichiarati.
- Elementi come dati errati o incompleti, percentuali di lavoro irrealistiche, locali non indicati, redditi molto bassi e gestione antieconomica possono giustificare l'accertamento.
- La crisi economica o settoriale può incidere sulla quantificazione dei maggiori ricavi, consentendo una riduzione verso i valori minimi dello studio, ma non esclude necessariamente l'accertamento.
- Per superare l'accertamento il contribuente deve fornire prove concrete e documentate delle circostanze straordinarie che hanno determinato ricavi inferiori alle stime.
- La presenza di una causa economica sfavorevole non esclude di per sé le sanzioni per infedele dichiarazione, se non viene dimostrato un errore scusabile o l'assenza di colpa.
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