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Sentenza

Sentenza n. 8551/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento e la declaratoria di illegittimità del provvedimento emesso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri prot. n. 353218mz/1-2-prc del 13.08.2018 avente ad oggetto il rigetto della domanda di riscatto gratuito ai fini pensionistici dei periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea ex art. 32 dpr n.1092/1973 e atti successivi.

Giustizia amministrativa202409941

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del riscatto gratuito, ai fini pensionistici, dei periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri che aveva respinto la domanda di riscatto gratuito, ai fini pensionistici, dei cinque anni corrispondenti alla durata legale del corso di laurea, richiesto ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 1092/1973. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha adottato il decreto n. 14 del 9 febbraio 2026, riconoscendo al ricorrente, ai fini pensionistici e in aggiunta al servizio militare prestato, il periodo di cinque anni relativo al corso di laurea, titolo necessario per la nomina a ufficiale del Ruolo Forestale dell'Arma dei Carabinieri. Il difensore del ricorrente ha dichiarato in udienza la cessazione della materia del contendere, chiedendo tuttavia la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il sopravvenuto riconoscimento del riscatto gratuito fosse pienamente satisfattivo della pretesa azionata. Non ha accolto la richiesta di regolazione delle spese secondo la soccombenza virtuale e ha disposto l'integrale compensazione delle spese tra tutte le parti. A tal fine ha valorizzato la condotta collaborativa dell'Amministrazione e il fatto che il ricorso fosse stato proposto nel 2024, quando non si era ancora stabilizzato un indirizzo giurisprudenziale univoco sulla questione, divenuto più chiaro a seguito delle pronunce del TAR Lazio del 2024 conformi alla sentenza del Consiglio di Stato n. 8680 del 28 dicembre 2021.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. 1092/1973

    La disposizione è indicata quale base normativa della domanda di riscatto gratuito, ai fini pensionistici, del periodo corrispondente alla durata legale del corso di laurea.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il sopravvenuto integrale soddisfacimento della pretesa da parte dell'amministrazione consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta un provvedimento pienamente satisfattivo della pretesa dedotta dal ricorrente, facendo venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione.
  • La richiesta di applicazione della soccombenza virtuale ai fini delle spese può essere disattesa quando la condotta collaborativa dell'amministrazione e l'assenza, al momento della proposizione del ricorso, di un indirizzo giurisprudenziale univoco giustificano la compensazione integrale delle spese.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàRapporto di impiego non privatizzato
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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