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Sentenza

Sentenza n. 893/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione in via cautelare dell’efficacia, - del decreto di rigetto del 15.01.2025, notificato in data 25.06.2025, emesso dalla Questura di Agrigento, dell’istanza di Permesso di soggiorno per lavoro subordinato -OMISSIS-, inoltrata dal ricorrente Prot. -OMISSIS-; - e di tutti gli atti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del relativo procedimento;

Giustizia amministrativa202501531

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, fondato su precedenti di polizia e penali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, deducendo, da un lato, la violazione degli artt. 10 e 10-bis l. 241/1990 e l’eccesso di potere per difetto di istruttoria, illogicità e carenza di motivazione e, dall’altro, la violazione dell’art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998, con i medesimi vizi di eccesso di potere. L’Amministrazione aveva richiamato una segnalazione per un reato in materia di stupefacenti, un arresto per evasione dagli arresti domiciliari, una condanna irrevocabile per concorso in un reato in materia di stupefacenti e cinque ulteriori episodi per i quali il ricorrente risultava imputato. Il ricorrente aveva contestato che tali elementi, anche in ragione del tempo trascorso dai fatti, fossero sufficienti a dimostrare una concreta e attuale pericolosità sociale. Aveva inoltre rappresentato, durante il procedimento, il sopravvenuto ricongiungimento in Italia del proprio nucleo familiare, comprendente un figlio minorenne, lamentando l’omessa valutazione delle esigenze di tutela dell’integrità familiare. Nonostante il preavviso di rigetto e le memorie difensive, il provvedimento finale si era limitato a elencare i precedenti senza valutarne il valore sintomatico né considerare l’inserimento familiare e sociale dell’interessato. In sede cautelare il TAR aveva già ritenuto prima facie fondate le censure e ordinato il riesame, non eseguito dall’Amministrazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, fatti salvi i nuovi provvedimenti dell’Amministrazione. Il giudice ha ritenuto illegittima la motivazione perché la mera elencazione dei precedenti penali e di polizia non dimostra, senza una specifica ponderazione, la concreta e attuale pericolosità sociale dello straniero. L’Amministrazione deve valutare il valore sintomatico dei singoli precedenti rispetto alla situazione attuale dell’interessato e deve motivare anche considerando l’inserimento sociale e familiare in Italia, comprese le esigenze derivanti dalla presenza di un figlio minorenne. La fondatezza nel merito ha consentito di prescindere dall’esame della questione relativa all’acquisizione della documentazione tardivamente depositata. L’annullamento non preclude il riesercizio del potere, purché nel rispetto degli obblighi motivazionali indicati dalla sentenza. Le spese, liquidate in euro 2.000 oltre accessori, sono state poste a carico dell’Amministrazione, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • artt. 10 e 10-bis l. 241/1990

    Le garanzie partecipative e il preavviso di rigetto impongono all’Amministrazione di esaminare effettivamente le osservazioni presentate dall’interessato.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    La valutazione ostativa al rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno non può arrestarsi alla mera esistenza di precedenti, ma deve essere riferita alla concreta e attuale pericolosità sociale dell’interessato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce base per l’oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento UE 2016/679

    Richiamati quali presupposti della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il diniego di rilascio o rinnovo di un titolo di soggiorno non può essere fondato sulla mera elencazione di precedenti penali o di polizia: l’Amministrazione deve valutarne specificamente il valore sintomatico ai fini di un giudizio concreto e attuale di pericolosità sociale.
  • La motivazione del diniego di un titolo di soggiorno deve esplicitare il collegamento tra gli elementi a carico dello straniero e l’attualità della sua pericolosità sociale, considerando la natura, la gravità, la risalenza e il complessivo significato dei precedenti.
  • Nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve esaminare le osservazioni presentate a seguito del preavviso di rigetto e dare conto delle ragioni per cui esse non siano idonee a superare la valutazione negativa.
  • La motivazione del diniego di un titolo di soggiorno deve tenere conto anche dell’inserimento sociale e familiare dello straniero in Italia, comprese le esigenze di tutela derivanti dalla presenza di figli minorenni.
  • L’annullamento del diniego per carenza di istruttoria e motivazione lascia impregiudicato il potere dell’Amministrazione di riesercitare la propria funzione e adottare un nuovo provvedimento conforme ai criteri indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamentoDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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