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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45084/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza di mantenimento del sequestro preventivo per equivalente di euro 2.400.000, deducendo in sintesi che: il vincolo cautelare si fondava su un "giudicato cautelare" formatosi in precedenti fasi; tuttavia al momento dell'accredito la presunta società beneficiaria aveva già integralmente corrisposto all'Erario il PREU relativo al 2004, eliminando così il profitto del reato presupposto (peculato/omissione di versamento PREU) e quindi l'oggetto materiale del reato di riciclaggio. Inoltre il ricorrente censura carenze di motivazione e l'illegittima preclusione endoprocessuale che avrebbe impedito al giudice di riesame di valutare i nuovi elementi a discarico; lamenta infine omessa motivazione circa l'insussistenza del profitto e l'impossibilità di ascrivere la somma a proventi illeciti del gruppo societario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati, generici e non consentiti. Il Collegio ha ritenuto prevalente la preclusione endoprocessuale derivante dal precedente giudicato cautelare: questioni già decise in sede cautelare non possono essere riaperte in cassazione salvo che non emergano elementi di novità effettiva; i tardivi e frazionati versamenti del PREU non cancellano automaticamente la sussistenza del profitto del reato presupposto né incidono sulla configurabilità del riciclaggio. La Corte ha respinto le doglianze sulla motivazione, ritenendola sintetica ma adeguata, e ha ricordato che la cassazione non è sede per rivalutare le prove dibattimentali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per la sintetica esposizione dei motivi di impugnazione; il ricorso sintetico è stato riassunto secondo le modalità previste dalla norma

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella contestazione procedurale; nel testo è evocata in rapporto alle questioni cautelari e di impugnazione del sequestro

  • art. 648 cod. pen.

    Riferimento al novero dei reati presupposto per i delitti contro il patrimonio utilizzati per ricostruire la tipologia del reato presupposto ai fini del fumus per riciclaggio

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Norma processuale evocata insieme ad altre in relazione ai profili procedurali del sequestro per equivalente

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel quadro delle questioni cautelari connesse al sequestro e alle impugnazioni

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma che incrimina il riciclaggio; la Corte ha confermato che, ai fini del fumus, non è necessario ricostruire tutti gli estremi fattuali del reato presupposto ma solo la sua tipologia

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle contestazioni di motivazione e di omissione di valutazione di elementi a discarico nell'ordinanza impugnata

  • art. 178, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma citata tra quelle richiamate dalla difesa per censurare omissioni di valutazione; il giudice di legittimità l'ha ritenuta non assorbente rispetto alla preclusione

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Richiamata in combinato disposto con altre norme dalla difesa in tema di motivazione e valutazione delle prove; la Corte ha escluso un vizio tale da rendere la motivazione inesistente

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sulla valutazione dei motivi di impugnazione per vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che la censura sulla carenza motivazionale non fosse fondata

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Citata in relazione al deposito della memoria del ricorrente; la Corte ha comunque escluso la valutazione in questa sede di produzioni che dovevano essere valutate nel giudizio di merito o di cautela

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Riferimento al principio devolutivo dell'appello: in sede di appello cautelare non possono essere rimesse questioni sopravvenute che alterino il perimetro già deciso, salvo che vengano valutate dal giudice della cautela

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e per la comminazione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende nei confronti del ricorrente

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento al concorso di persone nel reato: impiego nella ricostruzione dell'ipotesi secondo cui il denaro era provento di illeciti commessi da soggetti (concessionari) e trasferito fino al ricorrente

  • artt. 648-ter e 648-ter.1 cod. pen.

    Richiamati nel ragionamento giurisprudenziale complessivo come esempi di reati aventi reato presupposto; la Corte osserva che per il fumus è sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto

Massime di principio

  • La formazione del "giudicato cautelare" in ordine a questioni cautelari produce una preclusione endoprocessuale che impedisce la riproposizione delle stesse questioni in fasi successive, salvo che emergano elementi nuovi e rilevanti non valutati precedentemente
  • Il pagamento tardivo o rateizzato di obblighi tributari (es. PREU) non cancella automaticamente la sussistenza del profitto del reato presupposto né esclude di per sé la configurabilità del reato di riciclaggio
  • In sede di Cassazione non è consentita la rinnovazione o la rivalutazione del materiale probatorio: i profili di merito e di prova devono essere valutati nel contraddittorio di merito o nel giudizio di cautela competente
  • Le censure generiche, non specificamente ancorate a punti decisionali o a nuove prove, sono dichiarate non consentite o manifestamente infondate in cassazione
  • Il principio devolutivo dell'appello impedisce di introdurre nel giudizio di cassazione elementi sopravvenuti che non siano stati ritualmente posti all'attenzione del giudice competente per la cautela; eventuali novità vanno proposte al giudice della cautela
  • Per configurare il fumus dei reati che richiedono un reato presupposto (es. riciclaggio) è sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto; non è necessaria la ricostruzione completa di tutti gli estremi fattuali del reato originario

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