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Sentenza

Sentenza del 23/04/2018 n. 1797 - Comm. Trib. Prov. Milano

Controllo formale delle dichiarazioni - Contestazione di violazioni che necessitano di verifiche e valutazioni giuridiche relative a costi sostenuti anche in anni differenti da quello considerato - Illegittimità - Accertamento - Necessità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la legittimità dell'utilizzo del controllo formale previsto dall'articolo 36-ter del d.P.R. 600/1973 per recuperare o disconoscere costi e spese la cui valutazione richiedeva l'esame e l'interpretazione della documentazione prodotta, verifiche sostanziali e valutazioni giuridiche, anche con riferimento a spese sostenute in anni d'imposta diversi da quello considerato. Secondo la contestazione, tali attività eccedono il mero controllo cartolare e avrebbero dovuto essere svolte mediante un avviso di accertamento specificamente motivato.

La decisione

La contestazione è stata accolta. È stata ritenuta illegittima la contestazione effettuata tramite controllo formale, poiché le verifiche richieste non erano meramente documentali o automatizzate, ma implicavano valutazioni interpretative, sostanziali e giuridiche. L'Amministrazione avrebbe dovuto emettere un avviso di accertamento motivato. L'omessa emissione dell'accertamento ha inoltre pregiudicato il diritto del contribuente al contraddittorio.

Norme richiamate

  • Articolo 36-ter del d.P.R. 600/1973

    La norma consente il controllo formale delle dichiarazioni nei limiti delle verifiche documentali e dei riscontri ammessi dalla disposizione. Non può essere utilizzata quando l'Amministrazione deve interpretare la documentazione, svolgere valutazioni giuridiche o compiere accertamenti sostanziali relativi a costi e spese, anche se riferiti a più periodi d'imposta.

  • Principio del contraddittorio e obbligo di motivazione dell'avviso di accertamento

    Quando la pretesa tributaria deriva da valutazioni sostanziali o giuridiche non riconducibili a un semplice controllo formale, l'Amministrazione deve utilizzare un atto di accertamento adeguatamente motivato, garantendo al contribuente le facoltà difensive e il contraddittorio previsti per tale procedimento.

Massime di principio

  • Il controllo formale può riguardare errori, incongruenze o verifiche documentali semplici; non è lo strumento appropriato per risolvere questioni che richiedono interpretazione della documentazione o applicazione complessa delle norme.
  • Se la spettanza, l'inerenza, la competenza o la deducibilità di un costo richiede valutazioni sostanziali o giuridiche, l'Amministrazione deve procedere con un avviso di accertamento motivato, non con una mera comunicazione derivante dal controllo formale.
  • La circostanza che una spesa sia documentata non rende automaticamente sufficiente il controllo formale: occorre considerare anche la natura della verifica richiesta e l'eventuale collegamento con costi sostenuti in altri periodi d'imposta.
  • L'utilizzo di una procedura semplificata al di fuori dei suoi limiti può compromettere il diritto di difesa del contribuente e determinare l'illegittimità della pretesa tributaria.
  • In situazioni analoghe, occorre verificare se l'Amministrazione si sia limitata a un riscontro cartolare oppure abbia compiuto valutazioni sostanziali; nel secondo caso, la pretesa dovrebbe essere contenuta in un atto di accertamento adeguatamente motivato.

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