Sentenza n. 656/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento del Dirigente del Settore Demanio Marittimo del Comune di Morciano di Leuca, prot. n. 0009810 del 29.12.2020, avente ad oggetto “proroga licenza Concessione Demaniale Marittima n. 8/2008” nella parte in cui proroga la durata della c.d.m. n. 8/2008 soltanto per tre anni, ovvero sino al 31.12.2023; - della deliberazione della Giunta Comunale di Morciano di Leuca n. 189 del 29.12.2020, recante come oggetto “Legge n. 145/2018, art. 1, co. 682-683 - D.L. n. 34/2020 convertito nella Legge n. 77/2020, art. 182, co. 2. Richieste di proroga concessioni demaniali marittime. Atto di indirizzo”, con la quale l'Amministrazione Comunale ha deliberato come atto di indirizzo al Responsabile di settore di prorogare le concessioni demaniali marittime sino al 31.12.2023; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente e/o successivo, comunque lesivo per la ricorrente, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033, giusta applicazione dell'art.1, commi 682-683, L. n. 145/18. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 24/3/2021: - dei medesimi atti impugnati con il ricorso introduttivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale di proroga della concessione demaniale marittima n. 8/2008 limitata al 31 dicembre 2023, unitamente alla deliberazione comunale di indirizzo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento del dirigente comunale che aveva prorogato la concessione demaniale marittima soltanto sino al 31 dicembre 2023 e la deliberazione della Giunta comunale recante indirizzo per la proroga delle concessioni sino alla medesima data. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto a ottenere la proroga della concessione sino al 31 dicembre 2033 ai sensi dell'art. 1, commi 682-683, della legge n. 145/2018. Con motivi aggiunti sono stati nuovamente impugnati i medesimi atti. Nel corso del giudizio, con memoria del 23 marzo 2026, la ricorrente ha dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Non è stata esaminata la legittimità degli atti impugnati né la domanda di accertamento del diritto alla proroga sino al 31 dicembre 2033. In considerazione della natura meramente formale della decisione, le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 1, commi 682-683, l. 145/2018
La ricorrente aveva invocato tali disposizioni quale base del preteso diritto alla proroga della concessione demaniale marittima sino al 31 dicembre 2033; il TAR non ne ha esaminato l'applicazione nel merito.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente circa il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso e degli eventuali motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito i vizi dedotti né le domande sostanziali formulate dal ricorrente.
- La natura meramente formale della pronuncia di improcedibilità può giustificare la compensazione delle spese di lite.
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