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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18500/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti avevano presentato, rispettivamente, due querele (25/09/2014) contro il loro avvocato Moreno Giaccaglia, accusandolo di avere apposto o fatto apporre, con successiva autenticazione, le loro false firme sugli atti di conferimento di procura speciale: per Manoni sulla intimazione di pagamento rivolta a Furio Pierrnarioli e per Schiaroli sul ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Ancona. In primo grado e in appello i giudici, valorizzando le dichiarazioni della persona offesa e la consulenza grafologica disposta dal Pubblico Ministero, avevano ritenuto che le firme fossero riconducibili ai due imputati e che le querele fossero state presentate con dolo, per sottrarsi al pagamento di onorari e per vendetta dopo un pignoramento immobiliare subito dalla famiglia. Con due ricorsi in Cassazione gli imputati deducono: omissione e contraddittorietà della motivazione (con specifico riferimento alla presunta incertezza della consulenza grafologica), illogicità nella valutazione del dolo (sostegno su congetture e non su fatti) e nella quantificazione del risarcimento, nonché generica critica della pena inflitta. I ricorrenti lamentano che la consulenza tecnica non avrebbe stabilito identità certa delle firme e che le conclusioni su dolo e danno sarebbero arbitrari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e aspecificità dei motivi. Ha ritenuto non consentito in sede di legittimità un riesame del merito tecnico della consulenza grafologica del Pubblico Ministero, che era stata adeguatamente motivata dalle corti di merito e fondata su scritture comparative di certa provenienza; ha confermato che l'elemento soggettivo del reato (dolo) è stato ricostruito in modo logico e coerente sulla base di elementi oggettivi e di prova logica (rapporto di parentela, presentazione di querele separate ma identiche dopo il venir meno del rapporto fiduciario per pignoramento e il collegato movente di sottrarsi a onorari/vendetta); ha ritenuto corretta la valutazione della pena (2 anni e 6 mesi) e ha ritenuto legittima la liquidazione del solo danno morale in favore della parte civile, valutabile equitativamente senza prova di quantum. Di conseguenza i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, art.23, commi 8 e 9

    Autorizza la trattazione del procedimento con le modalità e forme specificate (c.d. udienze in camera di consiglio/collegamento remoto) durante il periodo emergenziale; la Corte segnala che il procedimento è stato trattato secondo tali forme.

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n.176

    Conversione normativa citata a corredo della disciplina procedurale sulle modalità di trattazione del procedimento in tempo di emergenza.

  • Decreto-legge 23 luglio 2021, n.105, art.7 (conversione legge 16 settembre 2021, n.126)

    Proroga/ulteriore disciplina delle misure procedurali emergenziali richiamate; utilizzata per giustificare la modalità di trattazione del procedimento.

  • Decreto-legge 30 dicembre 2021, n.228, art.16 (conversione legge 25 febbraio 2022, n.15)

    Ulteriore richiamo normativo sulle misure procedurali, confermando la legittimità delle modalità processuali adottate.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n.48086 del 12/09/2018, Rv. 274229

    Principio secondo cui l'autorità giudiziaria può determinare equitativamente l'ammontare del danno morale in sede penale senza essere vincolata alla prova del quantum, potendo valutare il pregiudizio non economico in base alle circostanze del caso concreto.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un sindacato di merito sulla valutazione tecnica (es. consulenza grafologica): le contestazioni generiche che mirano a rivedere le conclusioni tecniche senza specifici profili di nullità o errore giuridico sono inammissibili.
  • La motivazione che spiega perché una consulenza tecnica è stata ritenuta convincente (acquisizione di scritture comparative, contraddittorio tecnico, risposta alle obiezioni) è sufficiente a respingere censure generiche sulla sua attendibilità.
  • Il dolo nel reato di calunnia può essere desunto anche da elementi di prova indiziaria e logica (rapporto di parentela, identicità/coordination delle querele, motivi utili come pignoramento o evasione di onorari) se i fatti oggettivi sostengono una ricostruzione unitaria.
  • La quantificazione del danno morale in sede penale è rimessa al prudente apprezzamento del giudice e può essere liquidata equitativamente senza prova precisa del quantum; le censuresull'entità devono essere specifiche per avere rilievo in sede di legittimità.
  • Le richieste di attenuanti o di trattamento più favorevole devono essere motivate con elementi concreti e specifici: censure generiche sul trattamento sanzionatorio sono insufficienti per ottenere il riesame in Cassazione.
  • Chi contesta una consulenza tecnica in giudizio di legittimità è in posizione debole se non produce una consulenza di parte o non individua errori materiali/giuridici nella relazione tecnica impugnata.

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