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Sentenza

Sentenza n. 16500/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento della Deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024 – prot. CA/14193 del 25/01/2024, posta in pubblicazione all'Albo Pretorio di Roma Capitale dal 26 gennaio al 9 febbraio 2024, avente ad oggetto “Approvazione del Piano Municipale del Commercio su Aree Pubbliche 2023”; in uno a tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, tra cui segnatamente: - la nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico, prot. QH/2024/0000146 del 2/1/2024, non pubblicata né notificata.

Giustizia amministrativa202404754

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024, di ricognizione delle postazioni di commercio su aree pubbliche e approvazione del Piano municipale del commercio 2023, limitatamente alla disciplina applicabile e all’elenco delle soste ritenute incompatibili, oltre alla nota istruttoria presupposta

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la deliberazione municipale nella parte in cui riteneva applicabile alle postazioni di commercio su aree pubbliche la disciplina dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023, relativa alla messa a bando e alla proroga dei titoli esistenti al 31 dicembre 2025, nonché nella parte in cui ricogniva i posteggi e individuava le soste ritenute incompatibili. Ha inoltre impugnato la nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico del 2 gennaio 2024, quale atto presupposto. Il testo non specifica ulteriori censure articolate dalla ricorrente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse all’impugnazione immediata. Le parti contestate della deliberazione n. 4/2024 avevano natura endoprocedimentale e funzione preparatoria: la ricognizione delle postazioni costituiva una base istruttoria per il successivo Piano municipale, approvato con deliberazione di Roma Capitale n. 34/2025, non impugnata. La ricognizione non aveva prodotto una lesione definitiva e immediata della sfera giuridica della società; gli eventuali atti preparatori lesivi andavano impugnati insieme all’atto conclusivo. Spese compensate per la peculiarità della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 6, l. 214/2023

    Parte ricorrente impugna la deliberazione di Roma Capitale n. 4 del 25/01/2024, avente ad oggetto «Approvazione del Piano Municipale del Commercio su Aree Pubbliche 2023», nella parte in cui ritiene applicabile alle postazioni di commercio insistenti sul territorio municipale la disciplina del comma 6 dell’art. 11 Legge 214/2023 (che prevede la messa a bando con proroga degli attuali titoli al 31 dicembre 2025) ed effettua la ricognizione dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, stilando l’elenco delle soste ritenute incompatibili.

    La disposizione è richiamata per descrivere la disciplina che la deliberazione impugnata riteneva applicabile. La sentenza non ne interpreta il contenuto, perché definisce il giudizio in rito.

  • art. 73 c.p.a.

    All’udienza del 14 ottobre 2026 la causa è stata trattenuta in decisione, previo avviso ex art. 73 c.p.a della sussistenza di una causa di inammissibilità.

    Il giudice ha dato alle parti avviso della possibile causa di inammissibilità prima di decidere; la sentenza non sviluppa ulteriori profili interpretativi della disposizione.

Massime di principio

  • Gli atti endoprocedimentali sono immediatamente impugnabili soltanto quando assumono natura conclusiva e provvedimentale e producono una lesione attuale; gli atti preparatori i cui effetti restano interinali e instabili devono essere contestati unitamente al provvedimento conclusivo.
  • Una ricognizione istruttoria delle situazioni di fatto, posta a base della successiva elaborazione di un piano amministrativo e seguita da ulteriore riesame e partecipazione procedimentale, non è immediatamente lesiva se non determina da sola una lesione definitiva della sfera giuridica dell’interessato.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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