Cassazione Penale, Sentenza n. 29372/2023 del 06/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della pronuncia di consegna emessa dalla Corte d'appello di Venezia sulla base di un mandato di arresto europeo processuale del 15/02/2023 per concorso nel furto di due autovetture. Il ricorrente contestava la sussistenza dei "gravi indizi di colpevolezza" e sosteneva l'errore di persona, avendo documentazione idonea a dimostrare la sua presenza in Italia nelle date indicate e quindi l'irrilevanza delle deduzioni contenute nel mandato. La Corte d'appello aveva ritenuto però preclusa ogni indagine di merito e si era limitata alla descrizione dei fatti nel mandato per disporre la consegna.
La decisione
La Corte di cassazione ha rilevato che, successivamente alla sentenza di consegna, l'autorità giudiziaria emittente ha effettuato ulteriori accertamenti a seguito dei documenti forniti dal difensore del Lerose e ha verificato un'erronea comunicazione dei dati anagrafici dell'autore dei furti. L'autorità tedesca ha quindi revocato il mandato di arresto europeo (nota del 15/06/2023). Poiché con la revoca del mandato viene meno la domanda di consegna, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
Norme richiamate
Mandato di arresto europeo (MAE) / disciplina nazionale di esecuzione
L'esecuzione del MAE richiede la verifica dei presupposti formali e dell'esistenza di gravi indizi, ma l'autorità di esecuzione non può sostituirsi all'autorità emittente in un approfondimento di merito; tuttavia, la presenza di elementi idonei a dimostrare errore di persona può determinare la revoca del mandato da parte dell'autorità emittente e l'improcedibilità della consegna
Art. 22, comma 5, I. n.
Norma procedurale richiamata nella sentenza per gli adempimenti di cancelleria successivi all'annullamento; la Corte ne dispone l'inoltro per gli adempimenti formali
Massime di principio
- L'autorità di esecuzione (Corte/giudice nazionale che riceve il MAE) verifica la sussistenza dei requisiti formali e la presenza di "gravi indizi" sulla base degli elementi trasmessi, ma non procede a un esame approfondito del merito della imputazione.
- Se il difensore produce documentazione che solleva un ragionevole dubbio sull'identità dell'autore del reato (es. alibi, errori anagrafici), tali elementi possono indurre l'autorità emittente a riesaminare e, se confermato l'errore, a revocare il mandato; in tal caso la richiesta di consegna decade.
- La revoca del mandato di arresto europeo rende la domanda di consegna priva di oggetto: l'ordine esecutivo già emesso dall'autorità di esecuzione deve essere annullato senza rinvio quando venga accertata la cessazione della domanda dall'autorità emittente.
- Nelle procedure di consegna basate su MAE, la difesa deve tempestivamente produrre documenti concernenti identità e alibi, poiché, sebbene l'autorità esecutrice non approfondisca il merito, tali documenti possono determinare il riesame o la revoca da parte dell'autorità emittente.
- In presenza di un possibile errore di persona, l'autorità di esecuzione può e deve valutare la genuinità e l'idoneità degli elementi documentali atti a escludere l'identificazione, e segnalare all'autorità emittente l'esigenza di ulteriori accertamenti.
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