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Sentenza

Sentenza n. 13664/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento del diniego della richiesta di accesso agli atti presentata in data 4.3.2026, prot. n. 7380 del 5.3.2026, comunicato con PEC 0011775 del 13.4.2026.

Giustizia amministrativa202606100

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego parziale dell’accesso documentale relativo agli interventi previsti sul tratto di spiaggia lacuale prospiciente Viale Reginaldo Belloni, compresi il bando per l’assegnazione delle aree demaniali lacuali, il progetto di bau beach e i relativi atti e autorizzazioni

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (esercente commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’accesso a documenti amministrativi, provvedimenti, delibere, elaborati grafici, relazioni tecniche, verbali, concessioni e autorizzazioni, anche di enti terzi, relativi agli interventi previsti dal Comune sul tratto di spiaggia lacuale prospiciente l’esercizio commerciale, con particolare riferimento al bando per l’assegnazione in concessione delle aree demaniali e al progetto di bau beach. Il Comune ha comunicato che gli atti erano pubblicati nella sezione Amministrazione trasparente e nell’Albo pretorio online, sostenendo inoltre che l’istanza non dimostrava un interesse diretto, concreto e attuale né il nesso di strumentalità con una situazione giuridica tutelata, e che mirava a un controllo generalizzato sull’operato amministrativo. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 22 e 23 l. 241/1990, l’illogicità e carenza di motivazione, la sussistenza dell’interesse qualificato derivante dalla vicinitas dell’attività commerciale, l’erronea valutazione del nesso di strumentalità, la disparità di trattamento, il difetto di istruttoria, l’illegittimità del rinvio alla pubblicazione online e la violazione dei principi di trasparenza, buona amministrazione e proporzionalità.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente il nesso di strumentalità tra la documentazione richiesta e la situazione giuridica della ricorrente, poiché l’attività di ristorazione si trova nelle immediate vicinanze della bau beach progettata. La mancata partecipazione al bando e la mancata impugnazione della delibera di adozione preliminare del PUA non escludono l’interesse all’accesso. Il giudice ha precisato che, nel giudizio sull’accesso difensivo, l’amministrazione e il giudice non devono anticipare valutazioni sull’ammissibilità, influenza o decisività dei documenti in eventuali giudizi, salvo l’assoluta ed evidente mancanza di collegamento o l’uso pretestuoso dell’accesso. Il deposito in giudizio della delibera di adozione preliminare del PUA, del bando pubblico del 2025 e della determina di approvazione dei verbali e di assegnazione ha soddisfatto l’esigenza conoscitiva limitatamente a tali atti, determinando la cessazione della materia del contendere su questo segmento. È stata invece accolta la domanda relativa alla residua documentazione sugli esiti del bando e sugli atti prodromici acquisiti o prodotti dal Comune per il PUA, il bando e gli interventi previsti nell’area. Il Comune è stato ordinato di consentire l’accesso entro trenta giorni, nel rispetto della riservatezza eventualmente rilevante e limitatamente ai documenti effettivamente formati o detenuti. Se gli atti sono già immediatamente reperibili online, il Comune può indicare il relativo link. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • artt. 22 e 23 l. 241/1990

    L’accesso documentale richiede un interesse diretto, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente tutelata e a un nesso di strumentalità con i documenti richiesti.

  • art. 116 c.p.a.

    Il giudizio sull’accesso consente di verificare il diritto all’ostensione, senza anticipare valutazioni sull’ammissibilità, influenza o decisività dei documenti in eventuali giudizi, salvo l’assoluta mancanza di collegamento o l’esercizio pretestuoso dell’accesso.

Massime di principio

  • Ai fini dell’accesso difensivo, il richiedente deve dimostrare un nesso di strumentalità necessario, concreto e attuale tra i documenti richiesti e la tutela di una specifica situazione giuridica; non è sufficiente un generico riferimento a esigenze probatorie o difensive.
  • Nel giudizio sull’accesso, l’amministrazione detentrice e il giudice amministrativo non devono valutare anticipatamente l’ammissibilità, l’influenza o la decisività dei documenti in un eventuale giudizio principale; tale valutazione spetta al giudice investito di quel giudizio, salvo l’assoluta ed evidente mancanza di collegamento o l’uso pretestuoso dell’accesso.
  • La vicinanza qualificata di un’attività economica rispetto all’area interessata da un intervento amministrativo può integrare l’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso agli atti relativi all’intervento, anche se il richiedente non ha partecipato alla procedura amministrativa e non ha impugnato gli atti presupposti.
  • L’accesso riguarda esclusivamente documenti esistenti e detenuti dall’amministrazione. Se la documentazione richiesta non risulta formata o reperibile, l’amministrazione deve certificarne l’inesistenza, così da consentire al richiedente di disporre di un quadro conoscitivo completo.
  • La pubblicazione degli atti sul sito istituzionale o sull’Albo pretorio può soddisfare l’obbligo di ostensione solo mediante l’indicazione di un link di immediata e diretta reperibilità degli atti effettivamente pubblicati; essa non esclude l’accesso alla documentazione ulteriore non pubblicata.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivo
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicitàOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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