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Sentenza

Sentenza del 02/03/2017 n. 842 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ICI - Avviso di accertamento - Mancata impugnazione - Definitività - Avviso di liquidazione - Impugnabilità solo per vizi propri - Accettazione di eredità dopo rinuncia di ascendente - Retroattività all'apertura della successione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno contestato gli avvisi di liquidazione ICI, mettendo in discussione la debenza dell'imposta e delle sanzioni nonché la legittimità degli atti emessi in relazione alla loro qualità di eredi. La successione era stata accettata per rappresentazione, dopo la rinuncia dell'ascendente, e i contribuenti sostenevano sostanzialmente che tale qualità non potesse giustificare gli avvisi o che fosse possibile contestare nuovamente il merito con l'impugnazione degli avvisi di liquidazione.

La decisione

La contestazione non può rimettere in discussione il merito degli avvisi di accertamento ICI, poiché questi erano divenuti definitivi per mancata impugnazione nei termini. Gli avvisi di liquidazione successivi sono impugnabili soltanto per vizi propri e non per contestare nuovamente l'esistenza o l'ammontare del debito tributario e delle sanzioni. Inoltre, l'accettazione dell'eredità per rappresentazione, conseguente alla rinuncia dell'ascendente, retroagisce alla data di apertura della successione; pertanto, gli avvisi di accertamento emessi prima e gli avvisi di liquidazione emessi successivamente sono legittimi.

Norme richiamate

  • Disciplina processuale tributaria sull'impugnazione degli atti impositivi

    Un avviso di accertamento non impugnato nei termini diviene definitivo. Il successivo avviso di liquidazione può essere contestato esclusivamente per vizi propri e non può essere utilizzato per riaprire il merito dell'accertamento ormai consolidato.

  • Norme del codice civile sull'accettazione dell'eredità per rappresentazione

    L'accettazione dell'eredità da parte dei chiamati per rappresentazione, anche quando deriva dalla rinuncia dell'ascendente, produce effetti retroattivi dalla data di apertura della successione. Tale retroattività legittima l'imputazione degli obblighi tributari successori anche per il periodo antecedente all'accettazione formale.

  • Normativa ICI

    L'imposta può essere accertata nei confronti dei soggetti che risultano titolari della posizione rilevante ai fini ICI, inclusi gli eredi quando la loro qualità successoria opera retroattivamente.

Massime di principio

  • La mancata impugnazione tempestiva di un avviso di accertamento comporta la sua definitività: le contestazioni sul presupposto dell'imposta, sull'importo e sulle sanzioni non possono essere riproposte contro un successivo atto di liquidazione.
  • L'impugnazione dell'avviso di liquidazione deve concentrarsi esclusivamente sui suoi vizi propri, come errori di calcolo, difetti di notificazione o irregolarità formali dell'atto.
  • Quando la qualità di erede deriva dalla rappresentazione, l'accettazione produce effetti retroattivi all'apertura della successione; di conseguenza, gli obblighi tributari possono riferirsi anche a periodi anteriori all'accettazione.
  • Per evitare il consolidamento della pretesa tributaria, ogni avviso di accertamento deve essere impugnato entro il termine previsto dalla legge, anche se il contribuente intende contestare successivamente la liquidazione.

Testo integrale

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