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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-642/19

Sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 7 settembre 2022. — JCDecaux Street Furniture Belgium contro Commissione europea. — Aiuti di Stato – Aiuto cui il Belgio ha dato esecuzione a favore della JCDecaux Street Furniture Belgium – Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne ordina il recupero – Vantaggio – Obbligo di motivazione. — Causa T-642/19

Giurisprudenza europea62019TJ0642

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale ha respinto integralmente il ricorso di JCDecaux contro la decisione della Commissione che qualificava come aiuto di Stato incompatibile il mancato pagamento di canoni e tasse per l’uso prolungato di arredi urbani pubblicitari a Bruxelles. Ha ritenuto irrilevante il preteso meccanismo di compensazione del contratto del 1984, non applicabile la disciplina Altmark e corretta la metodologia di calcolo del recupero. Ha inoltre escluso sia il vizio di motivazione sia la prescrizione dell’aiuto.

Aiuti di Stato: il mantenimento oltre scadenza di arredi urbani pubblicitari senza pagamento di canoni e tasse costituisce un vantaggio economico recuperabile, anche se collegato a un preteso meccanismo di compensazione contrattuale.

La questione giuridica

Se la Commissione abbia correttamente qualificato come aiuto di Stato il vantaggio derivante dal mantenimento e utilizzo, oltre la data di scadenza contrattuale, di alcuni supporti pubblicitari senza pagamento di canoni e tasse; se l’eventuale compensazione contrattuale potesse escludere il vantaggio o imporre la disciplina Altmark/articolo 106, paragrafo 2, TFUE; se la decisione fosse sufficientemente motivata quanto all’importo da recuperare; e se l’aiuto fosse prescritto ai sensi del regolamento 2015/1589.

Principio di diritto

Il Tribunale ha confermato che il mantenimento e lo sfruttamento di supporti pubblicitari oltre la loro data di scadenza, senza pagamento dei canoni di locazione e delle tasse che sarebbero stati dovuti in base al contratto successivo e alla fiscalità comunale applicabile, integra un vantaggio economico ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE; un asserito meccanismo di compensazione volto a riequilibrare un precedente contratto non esclude tale qualificazione se non è supportato da elementi oggettivi e verificabili idonei a dimostrare una reale compensazione proporzionata. La Commissione non era tenuta a quantificare esattamente l’aiuto da recuperare, essendo sufficiente un metodo di calcolo affidabile, e l’aiuto non era prescritto poiché il dies a quo coincide con la concreta percezione periodica del vantaggio.

Norme richiamate

  • Articolo 263 TFUE
  • Articolo 107, paragrafo 1, TFUE
  • Articolo 106, paragrafo 2, TFUE
  • Articolo 108 TFUE
  • Regolamento (UE) 2015/1589
  • Decisione 2012/21/UE
  • Comunicazione della Commissione sulla disciplina dell’Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, articolo 41, paragrafo 1, lettera c)

Aiuto di Stato connesso all’uso prolungato di arredi urbani pubblicitari

La sentenza riguarda un ricorso ex articolo 263 TFUE proposto da JCDecaux Street Furniture Belgium avverso la decisione della Commissione del 24 giugno 2019 che aveva dichiarato incompatibile con il mercato interno un aiuto di Stato concesso dal Belgio, ordinandone il recupero. La controversia nasce dall’uso, da parte della società, di alcuni supporti pubblicitari oltre la data di scadenza prevista nell’allegato 10 del contratto del 1999, senza pagamento di canoni di locazione e tasse al Comune di Bruxelles.

Fatti e procedimento amministrativo

Nel 1984 il Comune di Bruxelles aveva concluso con JCDecaux un contratto di durata quindicennale che consentiva l’uso di pensiline e MUPI a fini pubblicitari, in cambio di prestazioni in natura, senza canoni o tasse. Nel 1998 il Comune bandì una nuova gara e nel 1999 fu concluso un nuovo contratto, che prevedeva il pagamento di un prezzo per gli arredi urbani e di un canone mensile per l’uso pubblicitario. L’allegato 10 al capitolato indicava 282 pensiline e 198 MUPI già installati, per i quali il diritto di sfruttamento residuo non era ancora scaduto secondo il contratto del 1984.

Alcuni supporti furono rimossi prima della scadenza, altri rimasero in uso oltre la data prevista, fino all’agosto 2011. Nel 2011 Clear Channel Belgium presentò denuncia alla Commissione. Nel 2015 fu avviato il procedimento di indagine formale ex articolo 108 TFUE. Un giudizio civile interno aveva già accertato che JCDecaux aveva continuato a sfruttare molti supporti senza titolo né diritto e senza autorizzazione espressa del Comune.

Contenuto della decisione impugnata

La Commissione ha considerato aiuto di Stato l’importo corrispondente ai canoni di locazione e alle tasse non pagati sui supporti installati in esecuzione del contratto del 1984 e mantenuti oltre la data di rimozione prevista dall’allegato 10 del contratto del 1999. Ha ritenuto che l’aiuto, concesso tra il 15 settembre 2001 e il 21 agosto 2010 in violazione dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, fosse incompatibile con il mercato interno e ha ordinato il recupero.

Motivi di ricorso

JCDecaux ha dedotto quattro motivi principali:

  • errore manifesto di valutazione e di diritto nel ritenere che l’uso oltre scadenza costituisse un vantaggio;
  • in subordine, compatibilità dell’ipotetico aiuto ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE, della disciplina SIEG e della decisione 2012/21/UE;
  • violazione dell’obbligo di motivazione, in particolare sul calcolo dell’importo da recuperare;
  • prescrizione dell’aiuto ai sensi del regolamento 2015/1589.

Nozione di vantaggio e irrilevanza del preteso meccanismo di compensazione

Il Tribunale ha ricordato che un aiuto di Stato richiede un intervento imputabile allo Stato, idoneo a incidere sugli scambi, a falsare la concorrenza e a conferire un vantaggio selettivo. Il vantaggio è una nozione oggettiva, valutata in base agli effetti della misura e non alle sue finalità.

Su questa base, ha respinto l’argomento secondo cui il mantenimento dei supporti oltre scadenza fosse giustificato da un meccanismo di compensazione del contratto del 1984 volto a preservare l’equilibrio economico del rapporto. Secondo il Tribunale:

  • la finalità di compensare un preteso danno o di rispettare il diritto nazionale non esclude, di per sé, la qualificazione come aiuto;
  • il mantenimento oltre scadenza ha comunque evitato a JCDecaux il pagamento di canoni e tasse che sarebbero stati dovuti in base al contratto del 1999;
  • le circostanze emerse nel contenzioso nazionale confermavano che la società non aveva rispettato le scadenze dell’allegato 10 e non aveva ottenuto un’autorizzazione espressa per la prosecuzione dell’uso.

Il Tribunale ha anche ritenuto che la Commissione potesse legittimamente non considerare il meccanismo di compensazione, poiché non erano stati prodotti elementi oggettivi e verificabili che dimostrassero una preventiva valutazione del danno, una reale attuazione del meccanismo e una compensazione proporzionata.

Censura sui canoni di locazione non riscossi

Per il Tribunale, dopo il contratto del 1999 JCDecaux poteva utilizzare gli arredi urbani solo alle condizioni di quel contratto, che prevedevano il pagamento di canoni e tasse. Il mantenimento dei supporti del vecchio regime oltre la scadenza ha consentito di evitare tali esborsi, realizzando un vantaggio economico mediante risorse statali. L’argomento secondo cui il contratto del 1984 non prevedeva canoni è stato respinto perché, una volta scaduti i termini dell’allegato 10, si applicava il nuovo assetto contrattuale.

Censura sulle tasse non riscosse e sistema di riferimento

La Commissione aveva preso come riferimento i regolamenti tributari del Comune di Bruxelles dal 2001 in poi. Il Tribunale ha ritenuto corretto tale approccio, osservando che:

  • le autorità belghe non avevano contestato nel procedimento amministrativo che tali regolamenti costituissero il regime fiscale rilevante per gli arredi pubblicitari nel territorio comunale;
  • l’esenzione applicata ai supporti mantenuti oltre scadenza derivava dall’erronea estensione a favore di JCDecaux dell’esenzione prevista per gli annunci della città di Bruxelles, benché la società fosse un operatore commerciale terzo;
  • le sentenze nazionali invocate dalla ricorrente non erano decisive ai fini della qualificazione come aiuto di Stato, che dipende dagli effetti economici della misura.

Ha inoltre respinto il richiamo al principio di mutabilità dei contratti: il contratto del 1984 prevedeva espressamente che, in caso di modifica delle condizioni di sfruttamento, spettasse alla ricorrente chiedere la revisione, e non al Comune procedervi d’ufficio.

Inapplicabilità della disciplina Altmark e dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE

Quanto alla tesi subordinata fondata su Altmark e sui servizi di interesse economico generale, il Tribunale ha rilevato che la decisione impugnata riguardava soltanto il mantenimento oltre scadenza di alcuni supporti, non l’intero rapporto contrattuale. Soprattutto, non risultava che le autorità belghe avessero qualificato l’attività come SIEG né che JCDecaux fosse stata incaricata, con atto di pubblico potere, di obblighi di servizio pubblico chiaramente definiti.

Poiché le quattro condizioni Altmark sono cumulative, il mancato soddisfacimento della prima era già sufficiente a escludere che la compensazione rientrasse fuori dall’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. Quanto all’articolo 106, paragrafo 2, TFUE, il Tribunale ha osservato che le autorità belghe non avevano mai invocato in sede amministrativa una deroga fondata su tale disposizione; pertanto la Commissione non era tenuta a esaminarla d’ufficio.

Motivazione e quantificazione dell’importo da recuperare

Sul terzo motivo, il Tribunale ha chiarito che la Commissione non aveva quantificato esattamente l’aiuto, ma aveva indicato un metodo di calcolo. Il riferimento all’importo di circa 2 milioni di euro era parte della presentazione delle stime formulate dalle parti e non una propria determinazione della Commissione. Era sufficiente, secondo la giurisprudenza richiamata, che la decisione contenesse elementi idonei a consentire al destinatario di determinare l’importo senza difficoltà eccessive.

Il metodo indicato era ritenuto sufficientemente affidabile: calcolo, per ciascun supporto dell’allegato 10 mantenuto oltre scadenza dopo il 15 settembre 2001, dei canoni dovuti secondo il contratto del 1999 e delle tasse applicabili fino alla rimozione effettiva, senza tener conto del preteso meccanismo di compensazione del 1984.

Prescrizione

Quanto alla prescrizione, il Tribunale ha applicato l’articolo 17 del regolamento 2015/1589, secondo cui il termine di dieci anni decorre dal giorno in cui l’aiuto illegale viene concesso e viene interrotto da atti della Commissione o dello Stato membro. Poiché la misura era un vantaggio periodico, la data di concessione coincideva con il momento in cui i singoli supporti avrebbero dovuto essere rimossi e la società ha effettivamente beneficiato del mancato pagamento di canoni e tasse. Dato che la prima richiesta di informazioni della Commissione risaliva al 15 settembre 2011, erano comunque prescritti solo eventuali vantaggi anteriori al 15 settembre 2001.

Dispositivo e spese

Il Tribunale ha respinto integralmente il ricorso. JCDecaux è stata condannata a sopportare le proprie spese e quelle della Commissione; Clear Channel Belgium, non avendo chiesto la condanna alle spese, ha sopportato le proprie.

Come è indicizzato

Materieaiuti di statorecupero degli aiutiservizi di interesse economico generalemotivazione degli attiprescrizione

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