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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30308/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge per aver la Corte d'appello dichiarato inammissibile la richiesta, formulata nelle conclusioni scritte in sede di appello, di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria ai sensi della riforma (applicazione delle nuove pene sostitutive e richiesta di conversione al tasso minimo di 5 euro giornalieri, con riferimento alla situazione economica e al patrocinio a spese dello Stato). La Corte d'appello aveva motivato l'inammissibilità richiamando il principio devolutivo dell'appello, ritenendo che la domanda dovesse essere proposta con l'atto di impugnazione o con motivi nuovi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al diniego delle pene sostitutive, rinviando per nuovo giudizio. La Corte ha aderito all'orientamento prevalente che coordina il principio devolutivo con la disciplina transitoria (art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n.150) e con l'art. 545-bis c.p.p., affermando che la richiesta di sostituzione della pena non deve essere necessariamente contenuta nell'atto di appello o nei motivi nuovi ex art. 585, comma 4, c.p.p., ma può essere proposta anche nelle conclusioni e, al più tardi, fino alla conclusione dell'udienza di appello, e che il giudice di appello può acquisire le informazioni necessarie (modalità bifasica) per decidere sull'istanza.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen. (evasione)

    Norma sostanziale per la quale l'imputata era stata condannata in primo grado; non oggetto di interpretazione specifica nel motivo principale, ma contestazione riguarda la fase di applicazione delle pene sostitutive

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (disciplina transitoria riforma)

    La disciplina transitoria non pone limiti temporali o di fase processuale per la proposizione dell'istanza di sostituzione della pena; va interpretata in senso favorevole all'applicazione della normativa più favorevole al reo

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Introduce il sistema bifasico che consente al giudice, anche in appello, di acquisire informazioni sulle condizioni personali, economiche e sociali dell'imputato per valutare la sostituzione della pena; legittima la proposizione dell'istanza in sede di conclusioni o fino alla fine dell'udienza di appello

  • art. 20-bis cod. pen.

    Riferimento alle nuove pene sostitutive delle pene detentive brevi che devono essere applicate se più favorevoli; l'applicabilità può essere valutata anche in appello secondo la disciplina transitoria

  • art. 597, comma 1, cod. proc. pen. (principio devolutivo)

    Il principio devolutivo deve essere coordinato con la disciplina transitoria e con il nuovo assetto procedurale: non può essere invocato rigidamente per escludere sempre la possibilità di presentare istanze di sostituzione in sede di conclusioni d'appello

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen. (motivi nuovi)

    Sebbene i motivi nuovi rappresentino uno strumento per introdurre questioni in appello, la Corte ha escluso che la mancata proposizione con l'atto di impugnazione o tramite motivi nuovi implichi, di per sé, l'inammissibilità della richiesta di sostituzione della pena

  • art. 131-bis cod. pen.

    Citato come possibile misura alternativa (mentre la ricorrente chiedeva in subordine la sostituzione pecuniaria), la norma è richiamata come riferimento alla cultura delle misure alternative ma non determinante nella decisione sul punto processuale

Massime di principio

  • La richiesta di sostituzione della pena introdotta dalla riforma Cartabia può essere formulata non solo con l'atto di impugnazione ma anche nelle conclusioni di appello e, comunque, fino alla conclusione dell'udienza di discussione in appello
  • Il principio devolutivo dell'appello (art. 597 c.p.p.) non opera in modo assoluto a precludere la valutazione delle pene sostitutive in secondo grado quando la disciplina transitoria e l'art. 545-bis consentono al giudice di acquisire elementi utili alla decisione
  • In caso di impossibilità di decidere immediatamente sulla sostituzione, il giudice d'appello può utilizzare la procedura bifasica prevista dall'art. 545-bis c.p.p. per acquisire informazioni su condizioni personali, economiche e familiari dell'imputato
  • Occorre favorire l'applicazione della normativa più favorevole al reo (favor rei) in termini intertemporali, specie per le misure alternative alle pene detentive brevi
  • Se il giudice d'appello dichiara inammissibile una richiesta di sostituzione basandosi su orientamenti superati, è possibile ottenere annullamento parziale e rinvio perché il giudice del rinvio valuti l'istanza nel merito

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