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Sentenza

Sentenza n. 1779/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’Ambasciata italiana a Islamabad sulla istanza presentata dai ricorrenti e finalizzata ad ottenere il visto di ingresso da parte del ricorrente già in possesso di un nulla osta in corso di validità;

Giustizia amministrativa202511845

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell’Ambasciata italiana a Islamabad sull’istanza volta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio serbato dall’Ambasciata italiana a Islamabad su un’istanza finalizzata al rilascio di un visto di ingresso, riferendo che uno dei ricorrenti era già in possesso di un nulla osta in corso di validità. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. I ricorrenti hanno aderito alla definizione del giudizio per intervenuta soddisfazione della pretesa, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. L’intervenuta fissazione dell’appuntamento presso la sede diplomatica, con conseguente attivazione del procedimento volto al rilascio del visto, ha soddisfatto la pretesa azionata e fatto venir meno l’interesse alla decisione sul silenzio, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Quanto alle spese, il Collegio ha valorizzato il comportamento operoso dell’amministrazione e le ha compensate, ponendo però a carico dell’amministrazione la restituzione ai ricorrenti delle somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    avverso il silenzio formatosi sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso

    Disciplina l’azione contro il silenzio dell’amministrazione; nel caso concreto, la successiva attivazione del procedimento ha determinato il venir meno della materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    integra il soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa azionata.

  • art. 60 c.p.a.

    previo avviso della possibile definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la successiva attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente può integrare il soddisfacimento della pretesa e comportare la declaratoria di cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • Quando l’amministrazione attiva il procedimento nel corso del giudizio, il giudice può compensare le spese valorizzando il comportamento operoso dell’amministrazione, disponendo comunque la restituzione al ricorrente del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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