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Sentenza

Sentenza del 08/04/2021 n. 1395 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento TTTTTTTTTT/2017 relativo alla qualificazione fiscale di spese sostenute per l'inaugurazione di una boutique monomarca il 31/01/2012. L'Agenzia aveva riclassificato tali costi come spese di rappresentanza (parziale indeducibilità ex art. 108, comma 2 TUIR), mentre la società li aveva contabilizzati come spese pubblicitarie/deduzioni per sponsorizzazioni e presentazioni stampa. La rettifica comportava maggior reddito di €141.112,00, maggior IRES e IRAP per €38.806,00 e maggior IVA per €4.195,00.

La decisione

L'appello della Direzione provinciale I di Milano dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto: la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della A è stata riformata e il ricorso della A respinto. Il giudice d'appello ha ritenuto che le spese per l'inaugurazione rientrino nelle spese di rappresentanza secondo il D.M. 19 novembre 2008 (art. 1, comma 1, lett. c) e art. 108 TUIR), poiché l'evento mirava a migliorare immagine e prestigio dell'impresa senza finalità esclusiva e immediata di incremento del fatturato; il fatto che l'evento abbia avuto efficacia commerciale non muta la natura della spesa. Spese di lite compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), art. 108, comma 2

    Le spese di rappresentanza elencate non sono da considerare tassativamente eseustive; le spese per inaugurazioni rientrano tra le spese di rappresentanza e godono della limitata deducibilità prevista dall'art. 108. La distinzione rispetto alle spese pubblicitarie si basa sulla finalità principale del costo (immagine/prestigio vs incremento immediato del fatturato).

  • D.M. Economia e Finanze 19 novembre 2008, art. 1, comma 1, lett. c)

    Classifica come spese di rappresentanza le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell'inaugurazione di nuove sedi/filiali. Le spese così sostenute sono considerate erogazioni gratuite con finalità promozionali o di public relations, valutate sulla base della ragionevolezza rispetto all'obiettivo di generare benefici economici potenziali.

  • D.lgs. n. 546/1992, art. 53, comma 1

    Richiamato in ordine alla necessità che l'appello contenga censure specifiche della decisione di primo grado; l'Ufficio ha formulato censure ritenute ammissibili.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Cass. ord. 18 luglio 2013, n. 17645; Cass. sez. trib., 7 agosto 2015, n. 16596; Cass. 30 dicembre 2014, n. 27482)

    Confermano il criterio distintivo tra spese di rappresentanza e spese pubblicitarie: la prima categoria non è sostenuta con lo scopo primario di incrementare il fatturato; la valutazione deve basarsi sulla natura e destinazione della spesa, non sull'esito economico eventualmente conseguito.

Massime di principio

  • La distinzione tra spese di rappresentanza e spese pubblicitarie si valuta sulla finalità e sulla natura dell'onere al momento della sua sostenibilità: se prevale lo scopo di accrescere immagine, prestigio o relazioni istituzionali (es. inaugurazioni, ricevimenti, eventi aperti al pubblico), si tratta di spese di rappresentanza; se lo scopo esclusivo è la promozione mirata dei prodotti per aumentare le vendite, si tratta di pubblicità.
  • L'effettivo successo commerciale ex post di un evento non è decisivo per qualificare la spesa come pubblicitaria: il giudizio deve basarsi su obiettivi e modalità dell'evento, non sui risultati ottenuti, per evitare accertamenti fondati su valutazioni opinabili.
  • Le inaugurazioni di sedi/filiali, specie se comportano feste, ricevimenti o eventi pubblici con finalità di public relations, rientrano di norma tra le spese di rappresentanza secondo il D.M. 19/11/2008; pertanto sono soggette alle regole di deducibilità limitata previste dall'art. 108 TUIR.
  • Per mitigare il rischio di contestazioni, il contribuente dovrebbe documentare chiaramente la finalità dell'esborso al momento della pianificazione (es. campagne pubblicitarie contrattualizzate, mezzi usati, target e messaggi), la natura delle prestazioni acquistate e la correlazione diretta con azioni di vendita, se intende qualificare la spesa come pubblicitaria.
  • In caso di incertezza interpretativa tra le due categorie, la possibilità di interpretazioni opposte consiglia cautela: conservare contratti, brief, piani media e ogni elemento probatorio che dimostri la natura commerciale immediata della spesa, oppure prevedere contabilizzazioni e fatture che esplicitino la prestazione pubblicitaria.

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