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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32518/2024 del 14/12/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società ricorrente aveva chiesto di accertare l’insussistenza di un rapporto di lavoro subordinato con un lavoratore, per il periodo luglio 2014-giugno 2015, e conseguentemente di annullare il verbale ispettivo INPS del 5.10.2015 con cui era stato preteso un credito contributivo pari a euro 44.262,12. In primo grado il tribunale aveva rigettato la domanda ritenendo sufficiente, ai fini della pretesa contributiva, la prova derivante dalle dichiarazioni rese dal lavoratore e da altri presenti al momento dell’ispezione, e aveva ritenuto non necessaria l’istruttoria testimoniale richiesta dalla società. La corte d’appello aveva confermato la decisione. In cassazione la società ha dedotto due motivi, entrambi formalmente sussunti nell’art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.: (1) omesso esame di un fatto decisivo, assumendo che il giudice di merito avesse tratto la prova della subordinazione dalle dichiarazioni ispettive senza adeguata motivazione e senza considerare le prove offerte; (2) omesso esame di un fatto decisivo, lamentando che il verbale ispettivo non potesse costituire prova piena del rapporto subordinato e che fossero state disattese le richieste probatorie della parte.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato, anzitutto, che vi era una doppia conforme tra primo e secondo grado, sicché era preclusa la deduzione del vizio di cui all’art. 360, n. 5 c.p.c. ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c. Inoltre ha osservato che i motivi non individuavano uno specifico fatto storico decisivo asseritamente omesso, ma si risolvevano nella critica alla valutazione delle risultanze istruttorie e alla sufficienza della motivazione, profili che non integrano il vizio denunciato quando il fatto storico sia stato comunque esaminato dal giudice di merito. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di lite in favore dell’INPS ed è stato dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    Il vizio di omesso esame è scrutinabile solo se il ricorrente individua uno specifico fatto storico decisivo non esaminato; non basta censurare la valutazione delle prove o la motivazione.

  • art. 348-ter c.p.c.

    In presenza di doppia decisione conforme di primo e secondo grado fondata sugli stessi fatti, è preclusa la deduzione in cassazione del vizio di omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5 c.p.c.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Quando ricorrono i presupposti, il ricorrente deve versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5 c.p.c. è inammissibile se non identifica con precisione il fatto storico decisivo il cui esame sarebbe stato omesso, limitandosi a contestare la valutazione delle prove o la sufficienza della motivazione.
  • L’omesso esame di singoli elementi istruttori non integra di per sé il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, ove il fatto storico rilevante sia stato comunque preso in considerazione dal giudice di merito.
  • In presenza di doppia conforme tra primo e secondo grado, il controllo di legittimità sul vizio di cui all’art. 360, n. 5 c.p.c. è precluso nei limiti previsti dall’art. 348-ter c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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