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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10964/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto che aveva applicato a Pietro Piccioni la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di presentazione quotidiana per anni tre e il sequestro finalizzato alla confisca di un autocarro Ford Ranger e della somma di euro 56.770,00. Il ricorrente ha articolato tre principali censure: 1) vizio di violazione di legge nel giudizio sulla pericolosità sociale (la Corte si sarebbe limitata a richiamare pendenze giudiziarie senza esaminare gli atti); 2) vizio di valutazione dell'attualità della pericolosità (mancanza di elementi che dimostrino la persistenza della pericolosità al momento della decisione, essendo il periodo di riferimento terminato nel 2019); 3) mancata prova della correlazione temporale e causale tra l'accrescimento patrimoniale (la somma rinvenuta) e i reati di traffico di stupefacenti, con critica alla mancata individuazione di atti specifici che colleghino il denaro al commercio di droga.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti e tre i motivi: 1) la Corte d'appello ha correttamente valutato la pericolosità sociale anche alla luce di procedimenti penali pendenti e delle risultanze istruttorie che indicano inserimento del proposto nel narcotraffico; 2) l'attualità della pericolosità è stata logicamente ricavata da fatti recenti (perquisizioni del 2019 e condotte successive) e dalla pervicacia del soggetto, per cui la misura adottata nel novembre 2020 è giustificata; 3) la provenienza illecita della somma è stata ritenuta esclusa la liceità, anche per le modalità di occultamento e composizione della provvista e per l'assenza di redditi leciti nel periodo rilevante. Conseguentemente il ricorso è rigettato, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Misure di prevenzione (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza)

    La Corte ha confermato che la sorveglianza speciale può essere applicata anche sulla base di condotte documentate e di procedimenti pendenti che dimostrino la persistenza e l'attualità della pericolosità sociale

  • Sequestro finalizzato alla confisca

    Il sequestro finalizzato alla confisca di beni può essere disposto quando sussistono elementi oggettivi che rendono verosimile l'origine illecita della provvista, considerandosi rilevanti modalità di occultamento, composizione della somma e assenza di fonti lecite di reddito

  • Normativa sugli stupefacenti (valutazione delle condotte di narcotraffico)

    I procedimenti penali relativi a reati di droga, anche se pendenti, costituiscono elementi che la giurisprudenza può utilizzare per valutare l'inserimento dell'indagato nel circuito del narcotraffico e la sua pericolosità

Massime di principio

  • I procedimenti penali pendenti possono essere considerati nel giudizio di pericolosità sociale e non è necessario limitarsi alle sole condanne definitive
  • L'attualità della pericolosità può essere desunta da fatti recenti e da elementi di continuità e pervicacia nel comportamento criminoso, anche se le condotte cui si fa riferimento sono anteriori di qualche tempo alla decisione
  • La mera contestazione difensiva della liceità di una provvista patrimoniale non è sufficiente: il giudice può inferire l'origine illecita da modalità di occultamento, composizione della somma e mancanza di fonti lecite coerenti
  • La correlazione temporale tra l'emersione di un incremento patrimoniale e il periodo in cui sono emerse condotte illecite consente una presunzione logica della riconducibilità del denaro all'attività criminosa, purché supportata da elementi oggettivi
  • Per contrastare efficacemente misure di prevenzione basate su elementi indiziari, la difesa deve proporre e documentare spiegazioni alternative credibili e coerenti sulle fonti dei beni e sul cambiamento di condotta
  • In sede di impugnazione, la mancanza di un nuovo elemento probatorio o di un errore palese di diritto/processuale rende probabile l'inammissibilità o il rigetto del ricorso

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