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Sentenza

Sentenza del 22/07/2015 n. 15407 - Corte di Cassazione

CONDONO FISCALE - Art. 9 della legge n. 289 del 2002 - Impedimento al recupero di un aiuto di Stato incompatibile con la disciplina comunitaria - Necessaria disapplicazione della disciplina nazionale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente aveva impugnato la comunicazione-ingiunzione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato, per l'anno 1998, le imposte Irpeg e Ilor non versate grazie a un regime agevolativo previsto per società per azioni a prevalente capitale pubblico costituite per la gestione di servizi pubblici locali. L'agevolazione era stata dichiarata incompatibile con il mercato comune dalla decisione 2003/193/CE della Commissione europea. In Cassazione la società ha dedotto, tra l'altro, carenza di motivazione dell'atto, errata determinazione dell'importo recuperato e degli interessi, preclusione derivante dal condono fiscale e illegittimità costituzionale della disciplina applicata.

La decisione

La Corte ha respinto il primo, secondo, terzo, sesto e settimo motivo, confermando che il recupero dell'aiuto di Stato era obbligatorio e che il giudice nazionale non poteva rivalutare autonomamente la compatibilità dell'agevolazione con il diritto dell'Unione. Ha inoltre affermato che il condono fiscale previsto dall'art. 9 della legge n. 289 del 2002 deve essere disapplicato quando impedisca il recupero di un aiuto di Stato dichiarato incompatibile con decisione definitiva della Commissione europea. Sono stati invece accolti il quarto e il quinto motivo, perché la CTR non aveva esaminato la contestazione relativa alla corretta determinazione degli interessi. La sentenza è stata cassata limitatamente a tale profilo e la causa è stata rinviata ad altra sezione della CTR dell'Emilia-Romagna, anche per le spese.

Norme richiamate

  • Art. 9, comma 2, legge n. 289 del 2002

    La definizione automatica, limitatamente a ciascuna annualità, rende definitiva la liquidazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione con riferimento alla spettanza di deduzioni ed agevolazioni indicate dal contribuente o all'applicabilità di esclusioni.

    La norma sul condono non può essere applicata, e deve essere disapplicata dal giudice nazionale, se impedisce il recupero obbligatorio di un aiuto di Stato dichiarato incompatibile con una decisione definitiva della Commissione europea.

  • Decisione 2003/193/CE della Commissione europea

    Ha dichiarato incompatibile con il mercato comune il regime agevolativo riconosciuto alle società per azioni a prevalente capitale pubblico istituite per la gestione di servizi pubblici locali, imponendone il recupero.

  • D.L. n. 10 del 2007, convertito nella legge n. 46 del 2007

    Prevede il recupero delle imposte non versate in conseguenza dell'agevolazione incompatibile, nella misura dell'effettivo beneficio fruito, oltre agli interessi dovuti.

  • Art. 11 della Costituzione

    Costituisce il fondamento costituzionale della prevalenza e della diretta applicazione del diritto dell'Unione, con conseguente non applicazione della norma nazionale incompatibile.

  • Art. 249 del Trattato CE

    Impone allo Stato membro di dare esecuzione alle decisioni della Commissione europea in tutti i loro elementi, salvo un'impossibilità assoluta interpretata in modo restrittivo.

  • Regolamento CE n. 794/2004, art. 11

    Disciplina il metodo di calcolo degli interessi sugli aiuti di Stato da recuperare; la relativa contestazione doveva essere esaminata autonomamente dalla CTR.

  • D.L. n. 185 del 2008, art. 24

    La questione di legittimità costituzionale della disposizione è stata ritenuta irrilevante, perché la prevalenza del diritto dell'Unione e la disapplicazione del condono derivano direttamente dai principi europei.

Massime di principio

  • Quando la Commissione europea dichiara incompatibile un aiuto di Stato con decisione definitiva, il recupero da parte dello Stato è normalmente obbligatorio e il giudice nazionale non può sostituirsi alla Commissione nella valutazione della compatibilità dell'aiuto.
  • Gli istituti nazionali premiali, inclusi condoni, definizioni agevolate o preclusioni all'accertamento, non possono impedire il recupero di aiuti di Stato illegittimi; la norma interna incompatibile deve essere non applicata.
  • L'eccezione ordinaria è rappresentata dagli aiuti rientranti nella regola de minimis, ma il contribuente che la invoca deve allegarla e dimostrarne i presupposti.
  • L'amministrazione deve provare principalmente l'appartenenza del soggetto alla categoria beneficiaria del regime dichiarato incompatibile e l'effettiva fruizione dell'agevolazione.
  • Anche quando il recupero dell'imposta è legittimo, restano autonomamente contestabili il quantum recuperato e il calcolo degli interessi; il giudice deve pronunciarsi espressamente su tali profili.

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