Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11606/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) nullità/incompatibilità della composizione del collegio perché la dott.ssa Alessandra Simion avrebbe precedentemente svolto funzioni di GIP nel medesimo procedimento (mancata allegazione documentale); 2) violazione del divieto di reformatio in peius per il giudice del rinvio, avendo la Corte d'appello confermato una pena più grave rispetto alla precedente decisione d'appello migliorativa poi annullata dalla Cassazione; 3) carenza e contraddittorietà della motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo (dolo specifico) del reato previsto dall'art. 452‑quaterdecies cod. pen.; 4) travisamento delle prove, con particolare riferimento all'attribuzione al ricorrente della gestione delle discariche e all'interpretazione di una conversazione telefonica tra Biondi e Volpi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. 1) Primo motivo: inammissibile per difetto di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha allegato gli atti a prova della presunta incompatibilità della componente del collegio. 2) Secondo motivo: manifestamente infondato; non sussiste violazione del divieto di reformatio in peius perché la sentenza d'appello «migliorativa» richiamata non poteva più costituire termine di riferimento dopo l'annullamento della Cassazione. 3) Terzo motivo: manifestamente infondato; la Corte ha ritenuto adeguata e non illogica la motivazione circa il dolo specifico, desumendolo anche da una conversazione telefonica dalla quale emergeva la volontà di ricavare un profitto (inteso anche come risparmio di costi o vantaggio anticoncorrenziale). 4) Quarto motivo: inammissibile perché il ricorrente non ha indicato con precisione quale prova sarebbe stata travisata e la censura si risolve in una richiesta di rilettura delle risultanze istruttorie, preclusa in sede di legittimità. Conclusione: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 500,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 452‑quaterdecies cod. pen.

    Il profitto ai fini del reato può consistere non solo in un ricavo diretto ma anche in un vantaggio economico indiretto (riduzione dei costi, rafforzamento di posizione aziendale); è ingiusto se deriva da condotta abusiva che comporta danno o pericolo per l'ambiente e ostacola il controllo sulla filiera dei rifiuti.

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256

    Norme del codice ambientale richiamate in relazione alle condotte illecite di gestione dei rifiuti oggetto del processo.

  • art. 606 lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Criteri di impugnazione in cassazione: i motivi dedotti devono essere autosufficienti e specifici; la Corte ha valutato la mancata allegazione di atti probatori (autosufficienza) e l'assenza di indicazione puntuale del travisamento delle prove.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Divieto di reformatio in peius: la Corte ricorda che, dopo l'annullamento di una sentenza d'appello, la sentenza originaria d'appello non può essere richiamata come termine di riferimento se l'annullamento ha eliminato quel precedente punto di riferimento.

  • art. 165‑bis dispos. att. cod. proc. pen. (e d.lgs. 6/2/2018 n. 11)

    Principio di autosufficienza del ricorso in cassazione: obbligo di indicare gli atti che si ritengono necessari per la prova delle allegazioni e di allegarli quando richiesto.

  • art. 34 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla causa di incompatibilità; la Corte osserva che la deduzione dell'incompatibilità richiede allegazione probatoria specifica.

  • art. 16 d.l. n. 228 del 2021

    Richiamato per spiegare lo svolgimento dell'udienza in modalità che ha impedito la tempestiva scoperta della composizione del collegio e l'esercizio della ricusazione; comunque tale circostanza non ha retto a fronte della mancanza di documentazione provante l'incompatibilità.

Massime di principio

  • Per contestare l'incompatibilità o la nullità della composizione del collegio è indispensabile allegare e, se necessario, depositare gli atti che comprovino la precedente funzione svolta dal giudice (decreto, provvedimenti), pena l'inammissibilità per difetto di autosufficienza.
  • Il principio di reformatio in peius non opera in modo automatico dopo un annullamento: se la sentenza d'appello «migliorativa» è stata annullata dalla Cassazione, quella migliorativa non può più costituire parametro di riferimento per vietare un aggravamento della posizione dell'imputato operato dal giudice del rinvio.
  • In materia di reati ambientali e di traffico illecito di rifiuti (art. 452‑quaterdecies), l'elemento soggettivo relativo al profitto va interpretato in senso ampio: include anche vantaggi non strettamente patrimoniali come la riduzione dei costi o il rafforzamento di posizioni aziendali.
  • In cassazione non è possibile chiedere una rinnovata valutazione del merito probatorio: il ricorso deve indicare con precisione quali atti o quali risultanze sarebbero state travisate; mere richieste di rilettura o rivalutazione delle prove sono inammissibili.
  • Le motivazioni del giudice del rinvio, se adeguate e logiche, possono colmare i vuoti motivazionali evidenziati dalla Cassazione; il giudice del rinvio può motivare ex novo purché rispetti i limiti della valutazione di legittimità e non eluda i principi già indicati dalla suprema Corte.
  • Il principio di autosufficienza del ricorso in cassazione richiede sempre l'indicazione puntuale degli atti necessari a sostenere le censure; l'omissione di tali elementi determina frequentemente l'inammissibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.