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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8332/2022 del 10/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 16/12/2020 della Corte d'appello di Catania che confermava la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. Il ricorrente deduceva: 1) prescrizione dei reati (esclusa la recidiva) con maturazione al 24/02/2019 o comunque al 24/06/2021 anche con recidiva; 2) mancata individuazione del nesso strumentale tra resistenza e il reato di cui all'art. 635, secondo comma, c.p.; 3) esercizio del diritto di reazione contro atti arbitrari dei pubblici ufficiali (contestazione della ricostruzione fattuale); 4) inesistenza del reato di lesioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sui primi due motivi ha ritenuto che la prescrizione non era maturata prima della sentenza di appello a causa dell'applicazione della recidiva e che, essendo il ricorso inammissibile, la formazione del giudicato va riferita alla data della decisione di merito impugnata (sentenza di appello). I restanti motivi sono stati dichiarati inammissibili perché sollecitano valutazioni di fatto o diverse valutazioni in fatto non consentite in sede di legittimità; in parte le doglianze sono risultate manifestamente infondate. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen.

    La norma relativa al reato di danneggiamento (menzionata nel ricorso con riferimento al secondo comma) è stata richiamata dal ricorrente in relazione al presunto nesso con la resistenza; la Corte ha ritenuto che la questione richiedeva valutazioni di fatto non ammissibili in cassazione e quindi non ha proceduto a sindacare il nesso.

  • prescrizione (cod. pen.)

    La Corte ha valutato la decorrenza della prescrizione tenendo conto dell'applicazione della recidiva: la prescrizione non era maturata prima della sentenza di appello. Inoltre, avendo dichiarato il ricorso inammissibile, la formazione del giudicato va riportata alla data della decisione di merito impugnata, escludendo decorrenze successive riferite al periodo post-appello.

  • recidiva (cod. pen.)

    La recidiva è stata ritenuta applicata e ha avuto effetto sul calcolo dei termini di prescrizione, impedendo l'estinzione per prescrizione prima della sentenza di appello.

Massime di principio

  • La Cassazione non è competente a riesaminare questioni di fatto: i motivi che chiedono valutazioni fattuali diverse sono inammissibili.
  • La presenza della recidiva può dilatare i termini della prescrizione; occorre verificare sempre se la recidiva è stata correttamente applicata prima di affermare l'estinzione per prescrizione.
  • Se il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, la data di formazione del giudicato si riferisce alla decisione di merito impugnata e non a momenti successivi, per cui decorrenze intervenute dopo la sentenza impugnata possono risultare irrilevanti.
  • Le doglianze relative a ricostruzioni fattuali o al nesso tra eventi criminosi vanno preliminarmente proposte nei gradi di merito: in cassazione prevalgono i profili di diritto e di legittimità.
  • Ricorsi manifestamente infondati o che sollecitano nuovo accertamento di fatto possono comportare sanzioni pecuniarie (cassa delle ammende) e condanna alle spese processuali.

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