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Ordinanza

Ordinanza n. 13510/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'ottemperanza alla sentenza -OMISSIS-, mediante la quale il Tribunale ordinario di Roma, ha ordinato al Consolato Generale d’Italia a Casablanca, previo accertamento del diritto all’ unità familiare della ricorrente, di rilasciare il visto d’ ingresso in favore del marito della signora -OMISSIS- -OMISSIS-, signor -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202605864

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma che aveva ordinato il rilascio del visto d’ingresso al coniuge della ricorrente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza a una sentenza del Tribunale ordinario di Roma, che aveva ordinato al Consolato Generale d’Italia a Casablanca, previo accertamento del diritto all’unità familiare, di rilasciare il visto d’ingresso in favore del marito della ricorrente. Nel giudizio di ottemperanza è emerso che il dispositivo della sentenza disponeva il rilascio del visto, mentre la motivazione subordinava tale adempimento al previo superamento dei motivi ostativi di ordine pubblico e sicurezza, rilevando che l’assenza di tali motivi non era ancora definitivamente acquisita e che il diritto al rilascio immediato restava sub iudice in relazione all’esito degli accertamenti. Il TAR ha quindi ritenuto necessario verificare la segnalazione a carico del coniuge nel Sistema Informativo Schengen (SIS) e lo stato del procedimento diretto alla sua cancellazione.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio di ottemperanza, ma ha disposto incombenti istruttori. Ha ordinato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, previa consultazione con la Questura competente, di depositare entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione amministrativa dell’ordinanza, una relazione sulla segnalazione SIS a carico del coniuge della ricorrente e sullo stato del procedimento volto alla sua cancellazione. Il giudizio è stato rinviato per la prosecuzione all’udienza camerale del 17 novembre 2026. È stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità della parte interessata per esigenze di tutela dei diritti e della dignità personale.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata, a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a sostegno della protezione dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice deve interpretare il comando contenuto nel dispositivo della sentenza anche alla luce della motivazione, quando quest’ultima precisi presupposti, condizioni o limiti dell’adempimento imposto.
  • Quando l’esecuzione di una decisione giudiziale relativa al rilascio di un visto d’ingresso sia subordinata alla verifica dell’assenza di motivi ostativi di ordine pubblico o sicurezza, il giudice dell’ottemperanza può disporre specifici incombenti istruttori per accertare la situazione rilevante e lo stato degli eventuali procedimenti amministrativi connessi.
  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può ordinare all’amministrazione di depositare una relazione istruttoria, previa consultazione dell’autorità amministrativa competente, assegnando un termine per l’adempimento e rinviando la causa a una successiva udienza camerale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPermesso di soggiorno
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàIncompetenza

Testo integrale

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