Sentenza n. 11191/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’ottemperanza della sentenza n. 8786/2024 pubbl. il 11/09/2024 dal Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, all’esito del giudizio recante R.G. 1317/2023, non impugnata e passata in giudicato, nella parte in cui “accerta e dichiara il diritto della ricorrente all’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti in relazione al servizio non di ruolo prestato negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 ed all’accredito nel costituendo borsellino elettronico economico di euro 500,00 annui per i suddetti anni scolastici, per un importo complessivo di euro 1.500,00”
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto all’attribuzione della carta elettronica per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi euro 1.500,00
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza al fine di ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 8786/2024, non impugnata e passata in giudicato. La sentenza aveva accertato il diritto della docente all’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione in relazione al servizio non di ruolo prestato nei tre anni scolastici indicati, nonché all’accredito di euro 500,00 per ciascun anno, per un totale di euro 1.500,00. Il Ministero si è costituito con atto di stile. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha depositato una dichiarazione e documentazione attestanti l’integrale adempimento dell’obbligo derivante dal giudicato.
La decisione
Il TAR ha rilevato che, alla luce della documentazione depositata dal Ministero il 3 giugno 2026, la sentenza del giudice ordinario era stata integralmente eseguita. Ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, ha disposto una compensazione parziale, considerato che l’adempimento è intervenuto dopo la proposizione del ricorso, e ha condannato il Ministero al pagamento della parte residua, liquidata in euro 400,00 oltre accessori di legge se dovuti, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
intervenuto integrale adempimento determina la cessazione della materia del contendere
L’integrale soddisfazione della pretesa azionata nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere, pur potendo incidere sulla regolazione delle spese in ragione del comportamento processuale e sostanziale delle parti.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del giudicato da parte dell’amministrazione durante il processo determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché viene meno l’interesse attuale alla prosecuzione della domanda esecutiva.
- Quando l’amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese, potendo il giudice compensarle parzialmente e porre a carico dell’amministrazione la quota residua secondo il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale.
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