Cassazione Penale, Sentenza n. 35299/2024 del 19/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo a un incidente di esecuzione per la richiesta di applicazione dell'indulto sulla pena irrogata con sentenza del Tribunale di Napoli del 24/09/2008 (irrevocabile il 22/11/2008). Il Tribunale di Napoli, ritenutosi inizialmente incompetente, aveva trasmesso gli atti al Tribunale di Foggia ritenendo che l'ultima sentenza irrevocabile fosse quella del Tribunale di Foggia del 22/09/2015 (irrevocabile 19/12/2015). Il Tribunale di Foggia ha sollevato il conflitto sostenendo che la competenza funzionale si radica al momento della proposizione dell'istanza (9/03/2009) e che a quella data l'ultima sentenza irrevocabile era quella del Tribunale di Napoli del 24/09/2008. Il Procuratore generale A. Balsamo ha chiesto l'attribuzione della competenza al Tribunale di Napoli.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza del Tribunale di Napoli. La Corte ha richiamato i principi secondo cui: la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione si determina al momento della presentazione della domanda (principio della perpetuatio iurisdictionis); in caso di pluralità di provvedimenti eseguibili nei confronti dello stesso soggetto la competenza appartiene al giudice che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, con riferimento alla situazione esistente alla data di proposizione dell'istanza (art. 665, comma 4, c.p.p.). Verificato che alla data del 9/03/2009 l'ultima sentenza irrevocabile era quella del Tribunale di Napoli del 24/09/2008, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli.
Norme richiamate
art. 28, comma 1, lett. b), art. 30 e art. 31 cod. proc. pen.
Norme che disciplinano la procedura di sollevamento e rimessione del conflitto di competenza alla Corte di Cassazione; la rimessione degli atti è stata effettuata ai sensi di tali disposizioni.
art. 32 cod. proc. pen.
Consente alla Corte di Cassazione di decidere il conflitto di competenza quando sussista una stasi processuale e il conflitto stesso non sia risolvibile dai giudici coinvolti.
art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
Introduce il criterio cronologico per la determinazione della competenza funzionale del giudice dell'esecuzione: in caso di pluralità di provvedimenti eseguibili nei confronti dello stesso soggetto, la competenza spetta al giudice che ha pronunciato la sentenza eseguibile divenuta irrevocabile per ultima.
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione si determina al momento della presentazione dell'istanza (principio della perpetuatio iurisdictionis) e non muta per il successivo sopravvenire di altre sentenze irrevocabili.
- Se nei confronti di uno stesso soggetto esistono più provvedimenti eseguibili, occorre valutare quale sentenza era irrevocabile per ultima alla data di proposizione dell'istanza: quella determina il giudice competente (art. 665, comma 4, c.p.p.).
- La posizione del soggetto nei cui confronti pendono più esecuzioni deve essere trattata in modo unitario e da un unico giudice dell'esecuzione, che decide su tutte le questioni connesse.
- Il contenuto del casellario giudiziale non è necessariamente determinante: per la competenza rileva la situazione effettivamente maturata alla data di proposizione dell'istanza, non esclusivamente quanto risultante dal casellario.
- Se i giudici dell'esecuzione coinvolti rifiutano entrambi di conoscere del procedimento e sorge una stasi processuale, può essere opportuno sollevare il conflitto di competenza alla Corte di Cassazione ai sensi degli artt. 28 e seguenti c.p.p.
- In casi analoghi, per decidere rapidamente la competenza, verificare con attenzione le date di irrevocabilità delle sentenze rispetto alla data di presentazione dell'istanza e documentare tale quadro temporale negli atti.
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