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Sentenza

Sentenza n. 7262/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per l'ottemperanza della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. VI n. 06734/2025;

Giustizia amministrativa202604069

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia delle amministrazioni nell’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 6734/2025, che aveva annullato il diniego di autorizzazione paesaggistica per una struttura porta antenne e un impianto radio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società di telecomunicazioni)

Prevale il privato

La controversia

La società ha promosso giudizio di ottemperanza deducendo che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato n. 6734 del 31 luglio 2025, che aveva riformato la sentenza del TAR Napoli n. 3979/2024 e annullato il diniego comunale di autorizzazione paesaggistica, l’amministrazione non aveva riesaminato l’istanza. La sentenza ottemperanda aveva chiarito che l’art. 18 delle norme di attuazione del PTP non vieta in assoluto le infrastrutture per telecomunicazioni e impone una valutazione concreta di compatibilità paesaggistica, senza ritenere l’opera vietata per il solo superamento dei dieci metri di altezza. Nonostante la diffida dell’8 ottobre 2025, l’amministrazione era rimasta inerte. La ricorrente ha chiesto di ordinare l’esecuzione del giudicato, anche determinando le modalità e il contenuto del provvedimento, e di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Wind Tre è intervenuta ad adiuvandum.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che il giudicato richiedeva il riesame dell’istanza mediante una valutazione concreta della compatibilità paesaggistica e che il Comune era rimasto totalmente inerte anche dopo la diffida. Ha ordinato al Comune di Alife, quale amministrazione procedente, di riesaminare l’istanza entro 90 giorni dalla comunicazione della sentenza, attenendosi alle indicazioni della sentenza n. 6734/2025. Non ha nominato subito il commissario ad acta, ritenendolo non necessario allo stato, ma ha precisato che potrà essere nominato su richiesta della parte in caso di perdurante inerzia. Le spese sono state integralmente compensate, considerata la condotta processuale non oppositiva delle amministrazioni.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Cellnex S.p.a. ha pertanto proposto ricorso ex art. 114 c.p.a., chiedendo di: ordinare al Comune di Alife e al Ministero della Cultura, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Caserta e Benevento l’ottemperanza della sentenza suddetta, prescrivendo le relative modalità, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo; nominare, per il caso di ulteriore inadempimento, un commissario ad acta affinché, in sostituzione dell’amministrazione inadempiente, adotti i provvedimenti atti a concretizzare il dictum giudiziale.

    L’art. 114 c.p.a. è la base processuale dell’azione con cui si chiede l’esecuzione del giudicato, la definizione delle modalità attuative e, se necessario, la nomina di un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Quando il giudicato impone all’amministrazione di riesaminare un’istanza secondo specifici criteri, la mancata riattivazione del procedimento integra inadempimento suscettibile di ottemperanza; il giudice può ordinare il riesame entro un termine e vincolare l’amministrazione al rispetto delle indicazioni conformative della sentenza.
  • La nomina del commissario ad acta può essere differita quando non risulti ancora necessaria: può essere disposta successivamente, su richiesta dell’interessato, se l’amministrazione persiste nell’inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaAutorizzazione paesaggisticaTelecomunicazioni e impianti radio
RamiProcesso amministrativoBeni culturali e paesaggioEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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